Roma, 11 apr. (Labitalia) – “Questo decreto lavoro non è un piccolo passo. E’ un intervento a gamba tesa su contratti a termine e apprendistato. E’ un intervento che aumenta moltissimo la flessibilità del lavoro”. Lo ha detto Carlo Dell’Aringa, economista e deputato Pd, relatore alla commissione Lavoro della Camera del dl lavoro del governo, intervenendo a un convegno alla Link Campus university a Roma, organizzato in collaborazione con la Fondazione Studi consulenti del lavoro.
Per Dell’Aringa, come spiega a Labitalia, “va ritrovato un equilibrio tra quelle che sono le esigenzie di flessibilità da parte delle imprese e le esigenze di garanzie da parte dei lavoratori”. “E’ un intervento a gamba testa nel senso che è deciso, non che faccia male: probabilmente – continua – occorreva proprio un risultato deciso, soprattutto se fatto velocemente, e dei risultati. E soprattutto da questo punta di vista è giustificato”.
Dell’Aringa è, comunque, fiducioso sulla disponibilità a modifiche al dl da parte del ministro Poletti: “Otto proroghe dei contratti a termine sono troppe – continua – e il ministro su questo si è detto disponibile”. Inoltre, spiega Dell’Aringa, “molti hanno osservato che la moltiplicazione delle proroghe e dei rinnovi può portare a una frammentazione eccessiva dei rapporti di lavoro a tempo determinato”. “Alcuni degli emendamenti tendono a ridurre questa possibilità di moltiplicazione, per evitare – sottolinea – che ci sia qualche possibilità di critica da parte della Commissione europea”.
Sull’apprendistato, prosegue Dell’Aringa, “ci sono tre aspetti che il decreto prevede e che si potranno discutere per modificarli con il governo: l’abolizione della forma scritta del progetto formativo; il rendere facoltativo l’obbligo della formazione trasversale e l’abolizione dell’obbligo di trasformare i contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato quando si vogliono assumere altri apprendisti”.
Secondo Dell’Aringa, “è importante che il Parlamento e anche il ministro siano molto disponibili a rivedere alcune cose che non snaturino l’intervento, che così mantenga il suo carattere positivo dal punto di vista delle imprese, per la ripresa dell’occupazione, ma che aggiusti alcuni aspetti per dare anche delle garanzie ai lavoratori”.
“Quanto è stato dato alle imprese – sostiene- con questo decreto è il triplo di quanto avevano chiesto al precedente governo, e che non gli era stato concesso. Le imprese da tempo chiedevano una flessibilità nei rapporti di lavoro a tempo determinato e nell’apprendistato. Il precedente governo ha fatto qualcosa in questa direzione, ma certemente con questo intervento si va molto a favore delle richieste delle imprese”.