Roma, 23 set. (Adnkronos) – Per la prima volta insieme in Italia, Akram Khan e Israel Galván tornano sui palcoscenici di Romaeuropa con ‘Torobaka’, una inedita collaborazione che aprirà il 29° Romaeuropa Festival il 24 settembre all’Auditorium Conciliazione (repliche il 25 e il 26 alle ore 21). Radici profonde o piedi veloci per muoversi? Su questo s’interrogano Akram Khan e Israel Galván nella loro nuova creazione. È la prima volta che queste figure di punta della danza internazionale collaborano: entrambi coreografi-danzatori, sono eredi di antiche e illustri tradizioni apprese fin da giovanissimi, il kathak per Khan e il flamenco per Galván. Universi coreografici lontani geograficamente e culturalmente, che tuttavia i due, ognuno a suo modo, hanno trapiantato nella danza contemporanea, non considerandoli recinti chiusi ma anzi aprendoli alla sensibilità del nostro tempo.
Prendendo spunto da una poesia dada ”Toto-vaca” di Tristan Tzara, il titolo dello spettacolo unisce i termini toro e vacca, animali sacri e simbolici nelle culture di Khan e Galván, creando una parola nuova: ”Torobaka”.
Una fusione emblematica del confronto tra personalità fortissime, una sfida teatrale che punta a esplorare nuovi territori della coreografia con spirito anarchico. “Dopotutto l’anarchia a volte è necessaria per ricordare alla tradizione di aggiornarsi”, spiega Khan, da sempre assetato di collaborazioni in duo, come nel caso di quelle con Sidi Larbi Cherkaoui, Juliette Binoche e Sylvie Guillem, con spettacoli ospiti delle recenti edizioni del Romaeuropa Festival.
“Ballando sono abituato a stendere il pubblico prima che il pubblico uccida me -spiega Galván che con le sue coreografie ha decisamente ampliato quello che chiamiamo flamenco-, ma stavolta con Khan è diverso, con la danza vorrei ringraziare gli spettatori”. Sul palcoscenico, con Galván e Khan, ci saranno 6 musicisti, con la loro esecuzione dal vivo pronti a cogliere anche le sfumature dei movimenti di questi due astri della danza contemporanea.