Roma, 9 dic. (AdnKronos) – Un ok all’ordine del giorno Calderoli, ma rivisto e corretto, ha consentito oggi alla commissione Affari costituzionali del Senato di superare il primo scoglio nell’iter dell’Italicum che, nel frattempo, si profila nei suoi particolari grazie alla presentazione di due emendamenti da parte della relatrice Anna Finocchiaro (Pd). All’orizzonte, però, la commissione non ha smesso di interrogarsi su quale potrebbe essere la legge elettorale da attivare in caso di emergenza, ossia di fine anticipata della legislatura.
E così, come ammesso anche dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che assicura che tanto si voterà nel 2018, si è parlato anche di una possibile riedizione del ‘Mattarellum (il predecessore del ‘Porcellum’, maggioritario ma con il 25% proporzionale). Fra i primi ad aderire, Vannino Chiti (Pd): “Se il riferimento al ripristino della legge Mattarella non è una battuta ma rappresenta un impegno serio per il Pd, io sono d’accordo, non da oggi”. E il vice presidente della Camera Roberto Giachetti (Pd), twitta: “Vedo che ancora si discute su norma di salvaguardia. Se la si vuole davvero non cincischiate, e’ pronta: è il ritorno al #mattarellum.”
Oggi, quindi, si è messa da parte l’ipotesi di un possibile ricorso al ‘Consultellum’ in caso di elezioni anticipate (l’ordine del giorno è stato opportunamente riformulato); dall’altro lato, si è trovata una prima traduzione giuridica delle intese nella maggioranza e, per quanto possibile, di quanto concordato nell’ultimo incontro tra il premier Matteo Renzi e il leader Fi Silvio Berlusconi. I punti chiave sono: il sistema per l’elezione dei deputati prevede 100 collegi plurinominali con capilista bloccati e due preferenze; soglia di sbarramento al 3%, premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione) che ottiene il 40% (invece del 37%, previsto dal testo approvato dalla Camera). Cade il divieto di apparentamento tra liste in caso di turno di ballottaggio, mentre i partiti dovranno consegnare il programma con il nome della persona indicata come capo della forza politica.