L’Avana, 18 dic. (Labitalia) – “Ben 25 anni fa ho scoperto Cuba, come turista, e da allora non l’ho più lasciata come imprenditore, anche se passo la maggior parte della mia vita qui in Italia”. A parlare è Aldo Galvagno, imprenditore turistico, come ama definirsi, e ideatore di SiporCuba.it, il portale che offre informazioni su come e dove investire nel Paese. “Una volta arrivato a Cuba -racconta a Labitalia- ho subito investito i miei soldi per acquistare delle quote di un’agenzia di viaggi panamense e da lì è cominciata la mia avventura cubana”.
“Non è poi così facile -ammette- mettere su un’impresa a Cuba: tra la burocrazia che ti massacra alle regole e sottoregole che ti ostacolano, non sono pochi gli italiani che fanno marcia indietro per ritornare a casa”. “Su 100 persone che puntano su Cuba -fa notare- il 90% rinuncia quasi subito e del 10% che rimane il 7% chiude i battenti dopo poco tempo. Il 3% rimarrà per sempre. D’altronde, Cuba è così: la prima volta che la vedi o la ami o la odi, sono sentimenti e modi di vivere che non puoi cambiare, così come non può cambiare questa terra”.
“Io stesso -rivela- pur continuando a fare affari a Cuba non mi ci trasferirei mai; certo l’atmosfera e l’aria che respiri sono uniche, però viverci stabilmente è un’altra cosa. Una volta sbarcato a Cuba ho capito che poteva offrire delle prospettive interessanti, quindi ho cercato di capire come funzionavano le cose”. “Era tortuoso -ricorda- fare affari a Cuba. Rigidità burocratiche a parte, le cose non ‘girano’ come in Italia, spesso ti trovi a fare i conti con una mentalità completamente diversa e per certi versi ostile”.
“Per questo -spiega Aldo Galvagno- non possiamo certo definire quello di Cuba un mercato attrattivo, anche perché magari ci si ritrova a vendere i propri prodotti a clienti statali. L’idea, quindi, mi sono detto, non poteva essere che quella di vendere prodotti non per i cubani, ma per gli italiani”. “Così ha preso corpo la mia avventura imprenditoriale turistica -prosegue- che però, per altri connazionali, poteva essere di tipo alimentare, come zucchero e rum. L’importante è sviluppare l’import-export strizzando l’occhio a paesi vicini come Messico e Venezuela”.
Ma la storia di Aldo non finisce qui. Nel 1999 ha deciso, infatti, di creare SiporCuba.it. “Un portale che -descrive- ti offre un panorama esaustivo e preciso di cosa aspettarsi in termini di vita e di lavoro. Metto, inoltre, a disposizione la mia esperienza per offrire chiavi in mano un progetto imprenditoriale da cominciare in terra cubana”. “A me è sufficiente sapere il budget e il profilo del settore che interessa; si parte da lì e poi insieme al committente si decide se procedere o meno all’iniziativa”, conclude. Anche perché solo a ‘Cuba, quiero bailar la salsa’.