Roma, 17 ott.(AdnKronos) – Per poter intravedere un minimo segnale di ripresa l’Italia dovrà attendere un altro anno. Per il 2014, infatti, nonostante un andamento più mosso del Pil nel corso dell’autunno, la crescita resterà negativa dello 0,4% mentre l’inflazione che continua a restare negativa sembra consolidare i rischi di un avvitamento recessivo non trascurabili. Solo nel 2015, dunque, il Pil tornerà in crescita dello 0,5% per toccare più dell’1% nei due anni successivi trascinandosi dietro un rialzo delle stime di occupazione, consumi ed esportazioni. A fotografare le prospettive di breve-medio termine dell’economia italiana è il Rapporto di previsione del Centro Studi Prometeia.
I dati disponibili per il terzo trimestre 2014, infatti, si legge nel dossier, fanno prevedere un’altra caduta del Pil stimato al -0.3 per cento, in peggioramento rispetto al primo semestre. Sarebbero così Tre i trimestri in caduta, modesta rispetto a quelle sperimentate nel 2012-2013, ma comunque in contrazione “che condizionano i risultati per l’anno in corso, che non potrà non registrare un altro segno negativo(-0.4 per cento)”.
Nel frattempo, spiega ancora Prometeia, l’inflazione è ulteriormente scesa e da agosto è negativa (-0.1 per cento), “esperienza del tutto nuova per la nostra economia soprattutto perché non dovuta a una caduta violenta dei prezzi all’importazione, come nel 1959 e nel 2009”. I rischi, dunque, “di un avvitamento recessivo non sono trascurabili”, denuncia ancora. (segue)