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Crisi: Europa rischia di rimanere ai margini del futuro

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Roma, 5 ott. (AdnKronos) – La ”persistenza” di tassi di crescita ”limitati e soprattutto la debolezza della domanda interna, specie per gli investimenti, rischia di collocare l’Europa ai margini nei futuri scenari internazionali, a meno che non si intenda affidare le prospettive di crescita in Europa alle sole esportazioni”. E’ quanto si legge nelle note tematiche, diffuse in occasione della Conferenza interparlamentare sul fiscal compact, cui hanno partecipato i rappresentanti delle Commissioni competenti del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali.
Nel documento si sottolinea che ”nonostante i primi timidi segnali di superamento della fase più acuta della crisi economico-finanziari i tassi di crescita del pil nel paesi dell’Unione europea risultano ancora contenuti e comunque largamente inferiori rispetto a quelle delle aree più dinamiche, che comprendono paesi emergenti come Cina e India ma anche economie mature come gli Stati Uniti”. La debolezza della domanda si è tradotta in ”una caduta del tasso di inflazione, con il rischio di innescare dinamica deflazionistiche”.
Le politiche di contenimento della spesa pubblica, in molti paesi membri, ”rende difficile sostenere livelli accettabili di welfare”. Le nuove regole dell’Ue in materia di finanza pubblica ”impongono politiche di consolidamento e progressiva riduzione del debito” che i governi nazionali stanno realizzando attraverso ”impegnativi programmi di contenimento della spesa”. In una fase, come quella attuale, di domanda privata debole, si ”aggrava il rischio di innescare dinamiche recessive”.
Alcune delle riforme adottate ”rischiano di mettere a repentaglio l’accesso ai diritti fondamentali”, come il diritto alla salute. Occorre domandarsi se le strategie e, soprattutto, la strumentazione messa in campo per raggiungere l’obiettivo della crescita, siano adeguate e sufficienti. I risultati della strategia europea 2020 ”si stanno dimostrando deludenti, anche per l’assenza di adeguate risorse finanziarie dedicate e di politiche volte a sostenre la crescita con chiara ispirazione anticiclica”.