Roma, 28 gen. (Labitalia) – Gestire con efficacia una riunione, comunicare bene con i condòmini, risolvere le tensioni tra vicini di casa. Sono soltanto alcune delle competenze richieste agli amministratori condominiali che, ancor di più dopo la recente riforma, sono chiamati a comporre questioni complicate, spesso motivo di stress per chi abita nello stesso condominio. Per sostenere i suoi associati anche su questo fronte, l'Anammi, l'Associazione nazional-europea amministratori d'immobili, ha deciso di organizzare un seminario itinerante per tutta l'Italia, dedicato alla 'psicologia in condominio'. Creato grazie all'apporto di psicologi specializzati nella gestione del negoziato, il seminario prenderà il via a Roma lunedì 3 febbraio, per poi debuttare nelle principali città italiane. "Amministrare un condominio oggi è molto più difficile di un tempo: basti pensare – spiega Giuseppe Bica, presidente dell'Anammi – agli episodi di cronaca che hanno per sfondo gli spazi condominiali. Se a ciò si aggiunge la quantità di norme che riguardano il settore, si comprende come gli operatori abbiamo bisogno di ulteriori competenze e di un approccio psicologico, che li aiutino nella mediazione tra i condòmini".Comunicazione assertiva, negoziazione, gestione delle relazioni e dello stress, leadership delle riunioni, sono i principali temi del seminari. A tale scopo, gli psicologi in aula analizzeranno i possibili casi di tensione quotidiana in condominio, organizzando anche simulazioni in aula di situazione complesse. Un'attenzione particolare sarà dedicata anche allo stress derivante dalla professione. Secondo dati interni all'Anammi, circa il 60% degli amministratori associati si è trovato ad affrontare un reato di rilevanza penale in almeno uno degli immobili amministrati, mentre il 15% dei soci è stato oggetto di ingiurie e lettere anonime. Al riguardo, il seminario intende rafforzare nei professionisti la consapevolezza dei propri punti di forza e delle proprie debolezze, in modo da sviluppare al meglio le loro potenzialità professionali. La stessa riforma del condominio (legge 220/13) impone agli operatori una formazione adeguata e un costante aggiornamento. "Questo perché – precisa il leader dell'Anammi – ora il professionista del settore deve rispondere a una miriade di esigenze vecchie e nuove, stabilite dalla nostra legislazione, che vanno dal risparmio energetico alla tutela del territorio". La necessità di essere un professionista a tutto campo è quindi molto sentita dalla categoria. Solo in Anammi gli iscritti sono 14mila, di cui il 30% laureati in economia e giurisprudenza."Anche se non lo si dice mai a chiare lettere – osserva il presidente Bica – quella dell'amministratore è un'attività di lavoro autonomo, che impone capacità imprenditoriali, tipiche di chi è abituato a investire su se stesso. Ecco perché consolidare la professionalità dell'amministratore, anche da un punto di vista psicologico, è divenuto così importante".