Roma, 11 dic.(AdnKronos) – E la stagnazione il segno dell’intera congiuntura europea. La produzione industriale in ottobre è aumentata un poco in Germania, ma è calata in Francia e Spagna anche più che in Italia, prolungando in questi Paesi “un trend sostanzialmente strisciante”. Occorre, perciò, “che le Istituzioni europee e la Germania si rendano conto che la stagnazione non può essere la strada che fa seguito alla recessione, pena il riesplodere della crisi in una fase in cui riserve di munizioni e capacità di resistenza europee si sono ridotte rispetto a quattro anni fa”. Così il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis.
“In una simile situazione non si può rispondere minacciando conseguenze spiacevoli per i Paesi che non provvedono a un aggiustamento secondo le regole europee o paventando l’avvento della troika. Queste affermazioni non fanno che alimentare insofferenza e rischi di riacutizzazione della crisi”, prosegue. Serve invece “operare concretamente per la realizzazione di politiche fiscali di vero sostegno della domanda a livello europeo e spingere per una decisa politica monetaria che aumenti l’inflazione in Germania e, quindi, nell’area euro”, conclude.