Home Nazionale Consulenti lavoro, Equitalia prende tempo su decisioni giudice tributario

Consulenti lavoro, Equitalia prende tempo su decisioni giudice tributario

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Roma, 7 gen. (Labitalia) – "C'è un blocco da rimuovere nei migliorati rapporti tra Equitalia e contribuenti. Si tratta delle disposizioni interne che danno indicazioni sugli effetti delle decisioni delle commissioni tributarie provinciali. Le stesse sono ovviamente immediatamente esecutive, a prescindere da quale sia la parte soccombente. Quindi, quanto deciso dal giudice tributario di primo grado si applica subito sia se prevede il rigetto del ricorso sia se dà torto a Equitalia con annullamento del ruolo. Purtroppo, dal territorio sono numerosi i casi segnalati con posizioni contraddittorie delle sedi periferiche che si rifiutano di dare seguito concreto alla soccombenza. Il tutto in conseguenza di disposizioni centrali che vanno in tal senso". E' il monito lanciato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, dalle colonne del quotidiano 'Italia Oggi'. "Quindi, ci si può ritrovare al cospetto di un ruolo annullato dalla decisione della commissione tributaria – avverte – ma non della conseguente cancellazione dell'ipoteca apposta in precedenza; con la gravissima conseguenza di bloccare i beni del contribuente pur in assenza di un titolo valido. Il tutto, secondo Equitalia, fino alla defi nizione dell'appello presentato presso la commissione regionale. Questa situazione determina casi di difficoltà assoluta per gli imprenditori che, a causa di questa illegittima presa di posizione, si ritrovano ad arrivare a gesti estremi compresa la cessazione dell'attività. Non sfuggirà infatti che l'ipoteca su un immobile va incidere negativamente anche sui rapporti bancari in essere, influenzati dalle segnalazioni della Centrale rischi che rileva il privilegio sull'immobile medesimo"."Peraltro, Equitalia bensì guarda di utilizzare stesso metro nei casi in cui a soccombere è il contribuente. La procedura esecutiva del ruolo oggetto della decisione diventa immediato a prescindere dall'appello del contribuente. Quindi, due pesi e due misure che non fanno bene alla tanto ricercata compliance ma che, principalmente, mettono in difficoltà vitali aziende già molto provate dalla crisi in atto. Un intervento centrale su questa delicatissima situazione sarebbe quanto mai auspicabile", conclude.