Roma, 4 feb. (Labitalia) – "Nei nostri studi stanno già arrivando. E sui nostri social network, ma anche su tutte le utenze del Consiglio nazionale dell'Ordine e del sindacato di categoria, continuano a giungere segnalazioni di emissioni di avviso di addebito per somme non dovute, perché già pagate o ampiamente prescritte". Lo afferma, dalle colonne del quotidiano 'Italia Oggi', Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, parlando della questione degli avvisi di addebito inviati dall'Inps, che è stata al centro nei giorni scorsi di una videoconferenza organizzata dall'Istituto in collegamento con le sedi periferiche, con l'obiettivo di trovare interventi risolutivi per gli avvisi di addebito non dovuti. Per i consulenti del lavoro, "richiedere la cancellazione in autotutela è il primo degli atti da porre in essere, sapendo che non interrompe i termini ma che viene valutato positivamente nel caso si attivi un giudizio". Inoltre, sottolinea, "l'accesso dei consulenti del lavoro ai sistemi Inps è tracciato dalla password; allo stesso modo, è indispensabile poter individuare il nostro interlocutore". "E ove l'istanza di autotutela non dovesse trovare accoglimento si dovrà procedere, alla notifica della richiesta di pagamento, ad attivare il conseguente contenzioso", aggiunge. Calderone ricorda che, nel corso della medesima videoconferenza, l'Inps ha manifestato l'idea di ripensare al modello organizzativo che tante proteste ha provocato sia tra i consulenti del lavoro sia tra i responsabili delle sedi locali Inps. "La scelta di ritornare al contatto con l'utenza qualificata è assolutamente da sostenere", ha concluso.