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Confprofessioni: speriamo cig anche per addetti studi professionali

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Roma, 29 dic. (Labitalia) – Confprofessioni, organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia, auspica che il 2015 porti più tutele anche per chi lavora negli studi professionali. “Abbiamo aperta -dice a Labitalia Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni- la questione che gli studi professionali sono esclusi dalla cassa integrazione perché non vengono considerati imprese. Infatti, il requisito per poter beneficiare di questo ammortizzatore sociale è di svolgere attività di impresa ai sensi dell’art. 2082 del Codice Civile e si tratta -protesta Stella- di una palese ingiustizia verso la quale ricorreremo nelle sedi opportune”. Stella parla di “un vero e proprio ostracismo nei confronti dei professionisti del quale dobbiamo capire le ragioni”.
Ma per il 2015 c’è anche un’altra preoccupazione che investe gli studi dei professionisti. “Dal mese di novembre 2014 -ricorda Stella- gli studi professionali con più di 15 dipendenti sono chiamati a pagare anche un contributo al Fondo di solidarietà residuale istituito presso l’Inps, pari allo 0,5% della retribuzione mensile del lavoratore”.
”Si tratta di un ulteriore aggravio -spiega Stella- per gli oneri di uno studio professionale che peraltro non può beneficiare della cassa integrazione. Ritengo che a causa di questo potrà esserci un contraccolpo sull’occupazione, ma speriamo col contratto collettivo dei dipendenti degli studi professionali in rinnovo di trovare strumenti più adeguati per fronteggiare anche sotto questo profilo la crisi”.