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Con il Riesling matrimonio italo-tedesco sulla Mosella

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Bolzano, 7 nov. (Labitalia) – Un matrimonio d’eccellenza, che unisce Italia e Germania, nel segno del Riesling. A celebrarlo, sulle acque della Mosella, due storiche aziende vinicole: la altoatesina Tenuta Hofstätter e la tedesca Weingut St. Urbans-Hof. La passione per il vitigno tedesco e il legame d’amicizia con uno dei più noti produttori della Mosella, Nik Weis, hanno portato, infatti, Martin Foradori Hofstätter a realizzare il suo sogno di produrre Riesling in Germania.
L’incontro ‘galeotto’ risale alla scorsa primavera, quando il giovane Johannes Fischer della ‘Weingut Dr. Fisher – Bocksteinhof’, nel paese di Ockfen, era alla ricerca di un partner per dare un nuovo slancio all’azienda. Così, Martin Foradori Hofstätter e Nik Weis sono diventati soci della storica cantina lungo il fiume Saar, che vanta vigneti in una delle migliori esposizioni nella zona della Mosella, ai piedi del ‘Bockstein’.
“All’inizio, il Riesling era presente anche nei vigneti di famiglia – racconta Martin Foradori Hofstätter – ma non era all’altezza dei suoi ‘cugini’ tedeschi, alsaziani e austriaci. Perciò, ho deciso di abbandonare questo vitigno in Alto Adige e di concentrarmi solo su quelli che hanno una lunga tradizione famigliare. La voglia di produrre un ‘Signor Riesling’, però, non mi ha mai abbandonato: amo il Riesling e i migliori sono da sempre in Mosella, in particolare quelli cresciuti nei ripidi vigneti lungo il fiume nelle loro differenti ‘Lagen’, ossia esposizioni”.
Il sogno di Martin Foradori Hofstätter diventa possibile, appunto, grazie all’incontro con l’amico Nik Weis, proprietario del ‘Weingut St. Urbans-Hof’: “Un giorno raccontai all’amico Nik Weis della mia voglia di produrre un Riesling ‘come si deve’ – spiega il patron dell’azienda altoatesina – e lui, dopo anni, mi chiamò per propormi di entrare in società con una delle famose cantine lungo il fiume Saar, affluente della Mosella. Poter lavorare con Nik Weis e Johannes Fischer, due grandi interpreti di Riesling, è un onore per me e per la mia cantina. Un’iniziativa che per la prima volta ha fatto avvicinare con successo il mondo enologico italiano a quello tedesco”.
E in Germania porta anche la ‘filosofia Hofstätter’, che è la sola azienda dell’Alto Adige a possedere vigneti su entrambi i versanti della Valle dell’Adige (disposizione che consente esposizioni con microclimi diversi) e anche una delle tenute della zona con il maggior numero di vigneti di proprietà. Da sempre, infatti, i vini Hofstätter prendono il nome dal vigneto da cui provengono le uve. Questi nomi tradizionali, regolarmente accatastati, sono strettamente limitati alle proprie uve e ai rispettivi vini e, secondo Hofstätter, le particelle devono rimanere legate al loro nome primitivo, perché inconfondibile è il carattere del vino a cui danno origine.
“La bontà di un singolo vigneto è determinante se dalle sue uve viene vinificato il singolo vino perché questo personificherà, con il suo stile, il vigneto nel quale è nato”, conclude Martin Foradori Hofstätter.