(AdnKronos) – Le persone più povere in tutto il mondo, rileva ancora Oxfam, “subiscono le conseguenze del cambiamento climatico ed hanno bisogno di mezzi per poter fronteggiare periodi di siccità sempre più lunghi, ed eventi climatici estremi come tempeste ed alluvioni sempre più frequenti. I Paesi sviluppati devono dimostrare di assumere seriamente il proprio impegno a favore dei piccoli produttori agricoli, di pescatori e imprenditori che su piccola scala sono i veri leader nella risposta globale al cambiamento climatico”. Questi impegni, aggiunge, “possono aiutare l’avvio del Fondo ma non sono che un primo modesto passo. Ogni dollaro investito nella resilienza al cambiamento climatico implica un risparmio fino a sette dollari sui costi futuri derivanti dall’impatto dei cambiamenti climatici”.
Il Fondo Verde per il Clima intende aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni di anidride carbonica e a prepararli per fronteggiare gli inevitabili impatti del cambiamento climatico in corso, contribuendo così al loro sviluppo sostenibile. I Paesi sviluppati si erano già impegnati a mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno in finanziamenti per il clima entro il 2020, gran parte dei quali da far confluire nel Fondo Verde.
I negoziati a Lima dovranno ora portare a nuovi progressi in tema di finanza per il clima e assicurare che si realizzi l’impegno dei 100 miliardi di dollari entro il 2020 definendo le modalità e i tempi di effettivo esborso di questi finanziamenti, chiarendone la natura per stabilire se si tratta di prestiti, o se sono riallocati da aiuti già esistenti o altro ancora. Il sostegno finanziario da parte dei Paesi sviluppati, conclude Oxfam, “deve poter rappresentare una pietra miliare da cui partire per costruire l’accordo globale sul clima, non un ostacolo. Molti Paesi donatori hanno corrisposto dando la possibilità al Fondo Verde di stare in piedi, ma molto di più è necessario per la sua piena efficacia”.