– La sua sterminata filmografia conta quasi un centinaio di titoli: da Audition (1999), film considerato uno dei “25 film più terrificanti degli anni ’90” e uno dei “20 film horror da vedere prima di morire”, fino a Il canone del male (2012) presentato in concorso al Festival di Roma, Miike segna la storia del cinema di genere con il suo inconfondibile approccio brutale, visivamente sempre geniale, colto e, soprattutto, privo di censure e moralismi.
Presente a Venezia in Orizzonti nel 2004 con ‘Izo’, visionaria parabola sulla presenza del male nella storia, torna tre anni dopo a Venezia in concorso con Sukiyaki Western Django, irriverente versione pop-punk del western all’italiana. Nel 2010 è di nuovo in concorso con 13 assassini, epopea samurai ambientata nel periodo Edo paragonata dai critici ai migliori film di Akira Kurosawa. Miike approda nel 2011 e nel 2013 al Festival di Cannes, dove presenta in concorso ‘Hara-Kiri: Death of a Samurai’ e ‘Straw Shield’. Nel 2012 è al Festival di Roma con ‘Il canone del male’ e l’anno successivo con ‘The Mole Song: Undercover Agent Reiji’, in competizione, e ‘Blue Planet Brothers ‘(fuori concorso).