Roma, 14 ott. – (Adnkronos) – La posizione degli agenti penitenziari imputati per la morte di Stefano Cucchi e assolti al termine del processo in primo grado deve essere riesaminata. Di conseguenza gli atti devono essere rinviati al pubblico ministero perché venga esaminata la possibilità di ipotizzare l’accusa di omicidio preterintenzionale. E’ l’opinione dell’avvocato Alessandro Gamberini che nel giudizio in Corte d’Appello è costituito parte civile per il padre della vittima Giovanni Cucchi.
Il penalista nel suo intervento ha sottolineato: ”Noi della parte civile abbiamo sempre ritenuto ingiusto non contestare l’accusa di omicidio preterintenzionale, a coloro che hanno provocato le lesioni che poi hanno portato alla morte di Cucchi. Quale sia la causa della morte, è evidente che il percorso parte da quell’avvenimento lesivo. Chi procura lesioni ad un detenuto si assume tutte le responsabilità del caso. E quelle lesioni hanno avuto un’incidenza nello sviluppo tragico di questa vicenda il cui esito non era prevedibile”. (segue)