Home Nazionale Caroli (Luiss), per uscire da crisi capitale umano innovazione e marchio leve giuste per pmi

Caroli (Luiss), per uscire da crisi capitale umano innovazione e marchio leve giuste per pmi

0

Roma, 30 lug. (Labitalia) – Far fronte alla crisi di domanda interna e dei mercati. Questa l’emergenza cui, ormai da alcuni anni, devono rispondere gran parte delle pmi italiane che sono poi il 90% del tessuto imprenditoriale del Paese. Ma qual è il modo migliore per cavalcare l’onda e resistere? Per Matteo Giuliano Caroli, docente di economia e gestione delle imprese alla facoltà di Economia dell’Università Luiss Guido Carli, c’è un solo modo per ‘vincere’: “Allargare il proprio mercato, puntando su tre fattori, tre leve di sviluppo interno e cioè rafforzare la qualità del proprio capitale umano, puntare sull’innovazione di processo e di prodotto, e sviluppare un marchio, attraverso una forte azione di marketing”.
Caroli spiega a Labitalia che, “di fronte alla crisi, sono sostanzialmente due i modi che le aziende adottano come risposta: il primo è ridurre i costi, risparmiando e riducendo voci di costo come il personale. Si tratta però di una soluzione che ha dei limiti in quanto alcuni costi, come l’energia o i servizi pubblici locali, alla fine risultano incomprimibili, e in quanto questa soluzione non consente certo il rilancio dell’impresa”.
L’altra soluzione è quella invece “di andare sui mercati esteri, puntando su capitale umano, innovazione e marchio”. In un momento in cui anche i tradizionali strumenti pubblici come gli ammortizzatori sociali sono destinati a ridursi di parecchio, questa seconda soluzione, dice Caroli, “è quella che ha permesso a molte aziende di uscire dalla crisi o – meglio – di non entrarci proprio”. Invece, per le aziende che hanno continuato a lavorare solo sulla riduzione dei costi “i successi sono stati scarsi”, dice l’economista. “Un esito quasi scontato -continua Caroli- anche perchè in questi anni di crisi, qualcosa è profondamente cambiato anche nella domanda. La contrazione del mercato interno è strutturale. Prendiamo il caso della spesa alimentare: è vero che la capacità di acquisto delle famiglie è diminuita -osserva il professore- ma è anche vero che, dopo anni di campagne di sensibilizzazione contro lo spreco, ci siamo abituati a sprecare di meno”.
Insomma, la crisi è servita anche a riorientare alcuni comportamenti. “Sì -conferma Caroli- basti vedere anche i consumi delle macchine. E nel futuro alcune tipologie di domande, come quelle inerenti ai servizi alla persona, riprenderanno, mentre altre ormai sono strutturalmente mature e quindi destinate a calare”.
Ma tutto questo, ci tiene a sottolineare l’economista, adesso ha una difficoltà in più. “Noto che ogni giorno aumenta nelle medie, piccole e piccolissime imprese lo scoramento per non poter far fronte a una situazione fiscale, nazionale e locale, veramente pesante”. E’ “il dramma delle imprese che operano in un contesto -spiega Caroli- che non fa niente da anni per aiutarle. Anzi. Sembra fare di tutto per metterle in difficoltà”.
“Il governo deve fare presto e deve intervenire, recuperando risorse, colpendo le inefficienze e non le imprese. C’è stata una ventata di speranza, che però si va ogni giorno affievolendo: bisogna fare presto”, conclude Caroli.