Roma, 30 set. (Adnkronos) –
“In Francia solo uno fra gli 800 dipendenti del Parlamento supera i 200.000 euro di stipendio, da noi 600 (circa). Questi tagli, ancora molto lontani dal tetto dei 240.000 euro, sono davvero altro rispetto a quel contributo economico oggi richiesto per la straordinarietà dell’emergenza economica del Paese e che ha già indotto il governo a prendere misure gravissime per tutti i dipendenti della Pa. Ecco la ragione non ho votato a favore”. Lo dichiara il questore della Camera, Stefano Dambruoso (Sc), per spiegare la sua astensione in Ufficio di Presidenza della Camera sul taglio agli stipendi dei dipendenti.
“La decisione dell’ufficio di presidenza della Camera sulle retribuzioni dei dipendenti dell’amministrazione, per cui non ho votato a favore – dice Dambruoso – non soddisfa quella richiesta forte proveniente dagli elettori che vogliono l’eliminazione degli sperperi economici”. “Quella di oggi -prosegue- è una decisione che non aggancia il riconoscimento dell’elevata progressione economica di stipendi – già smisuratamente alti in partenza – al merito e alla produttività”.
“Quindi, ho chiesto maggiore valutazione sul merito e allineamento al tetto di 240.000 euro salvo tenui differenze tipiche degli organi costituzionali. Non è più condivisibile un sostanziale automatico adeguamento salariale del 2,5% ogni due anni. Considerando il tetto alle remunerazioni al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, e con l’introduzione di un incentivo di produttività per i dipendenti che abbiano superato il tetto retributivo”. L’entrata in vigore del taglio completo, continua Dambruoso, arriverà “soltanto dal 1° gennaio 2018″.
Il deputato di Sc correda le sue argomentazioni con un paio di esempi: un consigliere parlamentare, dopo il 30° anno di servizio, attualmente ha una remunerazione di 318.654,96 euro più 56.247,97 di oneri previdenziali. Per tutto il 2015, all’importo della retribuzione annuale che eccede, al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, il limite dei 240.000 euro si applicheranno in modo progressivo i seguenti scaglioni: il 20% su 60.000 euro (fino cioè ai 300.000 euro) e il 30% sui restanti 18.645,96 euro”.
“Calcolatrice alla mano -prosegue Dambruoso- il taglio sui dodici mesi sarà complessivamente di 12.000 più 5.593.79 euro. Dunque quel consigliere parlamentare avrà per tutto il 2015 una retribuzione annua lorda di 301.061,17 euro alla quale vanno aggiunti gli oneri previdenziali che dovrebbero attestarsi su una somma superiore ai 50.000 euro. Dimenticavo di sommarvi l’indennità di funzione attualmente di 7.200 euro netti all’anno. Per un totale di oltre 360.000 euro annui”. Secondo esempio fornito dall’esponente di Sc, riguarda un Documentarista Tecnico Ragioniere, dopo il 30° anno di servizio, “attualmente ha una remunerazione di 212.077,67 euro più 37.412,91 di oneri previdenziali”
“Per tutto il 2015, all’importo della retribuzione annuale che eccede, al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione -riferisce il questore- il limite individuato per tale qualifica, cioè 166.000 euro, si applicheranno in modo progressivo i seguenti scaglioni: il 20% su 41.500 euro (fino cioè ai 207.000 euro) e il 30% sui restanti 5.077,67 euro”. Quindi “il taglio sui 12 mesi sarebbe complessivamente di 8.300 più 1.523,30 euro. Il Documentarista Tecnico Ragioniere avrà per tutto il 2015 una retribuzione annua lorda di 202.254,37 euro alla quale vanno aggiunti gli oneri previdenziali che dovrebbero attestarsi su una somma superiore ai 30.000 euro”.