Home Nazionale Camera: Boldrini, sono “la” presidente, Biasotti sgradevole

Camera: Boldrini, sono “la” presidente, Biasotti sgradevole

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Roma, 23 ott. (AdnKronos) – “Ritengo di dover essere chiamata con il genere di appartenenza”, quindi la presidente e non il presidente. Laura Boldrini torna sulla polemica scoppiata nei giorni scorsi nell’aula della Camera, a proposito della necessità di declinare i sostantivi a seconda del genere di appartenenza. Occasione la presentazione della campagna sociale contro la discriminazione del periodico ‘Famiglia Cristiana’ dal titolo ‘Anche le parole possono uccidere. No alla discriminazione. L’altro è come me’.
A suscitare la reazione di Boldrini, le parole pronunciate dal deputato ligure di Forza Italia Sandro Biasotti, che, raccontando di essere stato rimproverato in Transatlantico per averla definita il presidente e non la presidente, aveva definito l’episodio “incredibile e increscioso”, aggiungendo di essere “rimasto basito, perché certamente è una donna, la presidente Boldrini, non so se è una signora”.
“Se sono ironica – ha affermato Boldrini – dico che è stata una situazione ridicola, ma se l’ironia mi abbandona, la trovo veramente sgradevole”. La presidente della Camera ha ricordato che “per l’ennesima volta” era stata chiamata signor presidente quindi per questo ha avvicinato Biasotti, definito genericamente un deputato. “La prossima volta, se mi rivolge la parola – ha raccontato di avergli detto – non dica signor presidente, perché fa confusione, apprezzerei se mi restituisse il mio genere di appartenenza con signora presidente. Ho parlato in maniera privata, con molto garbo”.
“Eppure questo deputato – ha lamentato Boldrini – non solo ha reso pubblica in modo sgradevole questa vicenda, ma ha ritenuto suo pieno diritto neanche concedermi il titolo di signora”.
“La questione linguistica è molto presente in queste Aule e ritengo che non ci si debba sorvolare. Non so se il modello francese è quello più giusto e opportuno, però so, questo sì, che sul linguaggio non si può e non si deve sorvolare, perché questo nasconde molto altro”.
E in riferimento al sistema francese, Boldrini ha richiamato quanto avvenuto nell’Assemblea parlamentare, dove un deputato, applicando il Regolamento, è stato multato di 1.378 euro per essersi rivolto alla vicepresidente usando il genere maschile.