Home Nazionale Camera: 67 deputati, nuova onorificenza Cavaliere della Liberazione/Adnkronos

Camera: 67 deputati, nuova onorificenza Cavaliere della Liberazione/Adnkronos

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Roma, 28 set. (AdnKronos) – Non solo Cavalieri di Gran Croce, Grandi Ufficiali, Cavalieri del Lavoro e Commendatori: al lungo elenco delle onorificenze conferite dal presidente della Repubblica potrebbe aggiungersi quella di Cavaliere della Liberazione. A chiedere di aggiornare la lista di titoli al merito sono 67 deputati che hanno sottoscritto una proposta di legge per l’istituzione di un riconoscimento a quanti hanno contribuito alla lotta di Liberazione dal nazifascismo.
“Un riconoscimento semplice, senza croci né medaglie, per esprimere la gratitudine della Nazione”, spiega il primo firmatario, il parlamentare del Pd Umberto D’Ottavio. In effetti, la proposta non prevede insegne, ma solo una ‘pergamena stampata’ predisposta dal ministro della Difesa, concessa con decreto del capo dello Stato e consegnata dal sindaco.
I firmatari sperano che il Parlamento possa approvare la proposta prima del 25 aprile del prossimo anno, quando si celebreranno i 70 anni della Liberazione. “Dando prova di eroismo, patendo sofferenze, affrontando sacrifici, stando fianco a fianco, molti italiani, operai e imprenditori, intellettuali e professionisti, studenti, con l’apporto determinante degli Alleati, contribuirono a sconfiggere il fascismo e il nazismo. Così come le Forze armate, dopo il martirio e la tragedia di Cefalonia, seppero dare un contributo, eroico e decisivo. I protagonisti di quelle esperienze fondative della Repubblica -afferma D’Ottavio- meritano il nostro riconoscimento per il dovere della memoria e per trasmettere alle nuove generazioni i valori della Costituzione”.
Tra Ordini, Medaglie e Croci, sono 28 le ‘categorie’ delle onorificenze. Istituito nel 1951 L’Ordine ‘Al Merito della Repubblica Italiana’ è il primo degli Ordini cavallereschi nazionali, ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”. A capo c’è il presidente della Repubblica. Gli altri sono l’Ordine Militare d’Italia, l’Ordine della ‘Stella d’Italia’, l’Ordine Cavalleresco ‘Al Merito del lavoro’ e l’Ordine di Vittorio Veneto.
I gradi onorifici dell’Ordine ‘Al Merito della Repubblica Italiana’ sono: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce. Per altissime benemerenze può essere eccezionalmente conferita ai Cavalieri di Gran Croce la decorazione di Gran Cordone. Gli elenchi dei decorati sono tenuti e aggiornati dal Quirinale, custoditi nella banca dati del sito. I nominativi, ad oggi, sono poco più di 300mila.
Poco meno di 9mila, dal 1951, gli italiani insigniti dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce; 24mila 361 i Grandi Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; 46mila 563 i Commendatori, 30mila 843 gli Ufficiali e ben 132mila 758 i Cavalieri della Repubblica. Giorgio Napolitano ne ha insigniti poco più di 28mila, Ciampi 34mila 747, Scalfaro più di 54mila 200, Cossiga 9mila 662.
Alcune delle onorificenze affondano le radici nell’Italia pre-repubblicana. L’Ordine al Merito del Lavoro, ad esempio, rappresenta, come si legge sul sito del Quirinale, la continuità dell’analoga distinzione monarchica istituita nel 1901 da Vittorio Emanuele III, che volle conferire maggiore dignità a una precedente ricompensa al merito agrario e industriale.
Riordinato nel 1952 e nel 1986 in senso maggiormente restrittivo, è destinato ai cittadini italiani, anche residenti all’estero, “che si siano resi singolarmente benemeriti”, segnalandosi “nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nell’attività creditizia e assicurativa”.
Di antica tradizione anche l’Ordine Militare d’Italia, che deriva direttamente dall’antico Ordine Militare di Savoia, fondato nel 1815 e riordinato con decreto legislativo nel 2010. Tra le onorificenze, anche quella delle ‘Città Benemerite del Risorgimento Nazionale’, riservata “alle comunità cittadine, protagoniste di un’epopea che aveva scritto pagine altissime di resistenza e di valore”. Nel 1989 le prime 9 concessioni: Milano, Como, Brescia, Roma, Torino, Palermo, Messina, Catania e Perugia. Oggi sono 27 i gonfaloni comunali insigniti della medaglia per benemerenze risorgimentali, che abbraccia un periodo di settant’anni, dal 1848 al 1918.