Home Attualità Economia Cambio appalto mensa di Cortona: la Cgil chiede il rispetto dei diritti dei lavoratori

Cambio appalto mensa di Cortona: la Cgil chiede il rispetto dei diritti dei lavoratori

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Il rinnovo degli appalti sta diventando sempre più un giogo per i lavoratori . Ad ogni passaggio le condizioni peggiorano in termini di numero di occupati, di forme contrattuali , norme , compensi. Ogni volta che si ripete un appalto c’è un livellamento verso il basso. Con minori risorse anche le pubbliche amministrazioni hanno cominciato a dare sempre maggior peso nelle gare alla parte economica e il risparmio si scarica sul costo del lavoro.
"Quanto si potrà reggere ancora con questo sistema ? – si chiedono Nidil e Filcams Cgil. -Quale sorte toccherà ai lavoratori della ditta appaltatrice se l'Ente pubblico indice una nuova gara? E' possibile che venga salvato il loro posto di lavoro attraverso l'assunzione da parte della ditta neovincitrice dello stesso appalto?”

E la Cgil pone un caso concreto, quello delle lavoratrici coinvolte nel cambio di appalto delle mense delle scuole del Comune di Cortona, che a settembre di quest’anno hanno vissuto un cambio che le ha messe di fronte ad un arretramento delle loro condizioni di lavoro e dei loro diritti.
Dopo anni di servizio si sono trovate a dover firmare un contratto a tempo determinato con la cooperativa entrante, quindi ad una condizione di precarietà perché il bando aveva una durata di soli 8 mesi, e a non vedersi nemmeno riconosciuti gli scatti di anzianità.
La Filcams CGIL di Arezzo si è immediatamente attivata, ma il tentativo di trovare una soluzione diversa, il richiamo ad un senso di responsabilità attraverso la mediazione che è stata aperta con l’amministrazione Comunale, che mettesse al centro della discussione non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche la qualità del lavoro è stato come scontrarsi con un muro di gomma.
Alla fine l’unica soluzione è stata mettere tutto in mano al consulente legale della CGIL.
Secondo Lidio Rossi, Responsabile CGIL per la Valdichiana, che insieme a Marusca Gaggi Segretaria Filcams CGIL hanno seguito la vicenda “quando si arriva a dover ricorrere al legale in situazioni come queste, che richiederebbero solo il rispetto dei diritti minimi dei lavoratori significa che è l’intero sistema che non funziona. Quindi ben venga l’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro Giovannini, e come Sindacato auspichiamo che si possa aprire una serie riflessione su tutto il sistema”.
Il mondo degli appalti è un mondo composto soprattutto di donne, che lavorano per poche al giorno, e per stipendi che spesso non raggiungono le 500 euro e che nonostante questo ad ogni cambio appalto si scontrano con le condizioni dettate da offerte al massimo ribasso che determinano una contrazione dei margini per le aziende che, come al solito, provano a rovesciarle sulle spalle dei lavoratori. “Purtroppo questo non è un caso isolato, sono sempre più frequenti le situazioni in cui non sono chiare le condizioni di assunzione dei lavoratori coinvolti nei cambi di appalti, potrei farvi una lunga lista.- conclude Marusca Gaggi – Per questo in coerenza con l’impegno della CGIL sui temi della tutela del lavoro nostro compito prioritario come Filcams CGIL deve essere da una parte quello di attivarsi per mettere in campo una contrattazione di anticipo nel sistema degli appalti pubblici e privati ma dall’altra quello di essere presenti e vigili non solo per la salvaguardia dei regimi di solidarietà, regolarità contributiva e di verifica e controllo sulle procedure di affidamento, ma anche per il monitoraggio del rispetto delle norme in materia di legalità economica e congruità”.

Articlolo scritto da: CGIL di Arezzo