Roma, 24 giu. (Labitalia) – “Proporremo una riflessione sull’apprendistato che deve diventare un momento di incontro tra la scuola e l’università e il lavoro. Sul diritto dovere di istruzione e formazione occorre togliere competenze alle Regioni. Non può funzionare che ciascuna abbia i propri profili formativi, perché rischiamo di creare un mercato frammentato, pieno di barriere per i lavoratori”. Così, in un’intervista al ‘Sole 24 ore’, la presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, alla vigilia del congresso nazionale dei professionisti e del Festival del lavoro, a cui parteciperà anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
“In alcune Regioni -spiega Calderone- non si riesce neppure a sapere che cosa fanno le province. Anche i dati sul mercato del lavoro spesso non sono attendibili, perché se è vero che chi perde il lavoro è ‘dichiarato’ attraverso le comunicazioni obbligatorie telematiche, talvolta non si riesce a identificare chi è ancora in cerca di occupazione e chi invece ha trovato un impiego”
“Noi giudichiamo positivamente l’ agenzia nazionale per il lavoro, prevista dal disegno di legge delega, a patto che non diventi un modo per ricollocare una parte del personale delle Province che non si sa bene dove destinare. Purtroppo, i nostri uffici per l’impiego hanno un decimo delle persone che in Germania o in Francia si occupano di orientare al lavoro -conclude Calderone- e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di operatori più orientati alla gestione burocratica piuttosto che professionisti abituati a far incontrare domanda e offerta”.