Coverciano, 14 nov. (AdnKronos) – “100 presenze in maglia azzurra sono un traguardo incredibile, inimmaginabile, che porterò nel cuore per sempre, anche a carriera finita. Entrare nel club prestigioso dei centenari rimarrà per sempre, poi potrei essere superato da qualche giovane ma rimarrò per sempre uno di coloro che hanno fatto la storia del calcio italiano. Lo dedico ad uno dei miei migliori amici, un amico speciale, Emanuele Mancini: siamo partirti iniziato insieme 20 anni fa nel settore giovanile della Roma, è la persona migliore che ho incontrato nella mia vita ed è anche un calciatore bravo ma molto sfortunato. Senza i tanti infortuni che ha avuto avrebbe potuto calcare grandi palcoscenici. Gioca nel mio stesso ruolo ma ha i piedi di Pirlo, sarebbe piaciuto a Modric”. Daniele De Rossi farà 100 presenze in nazionale nella sfida con la Croazia domenica sera ed ha voluto fare una dedica speciale ad un suo amico, in conferenza stampa a Coverciano.
“Ora gioca in serie D, nella Lupa Castelli Romani. Se avesse avuto meno infortuni magari sarebbe stato qui, al posto mio”, ha aggiunto il centrocampista giallorosso che parlando del più importante momento in azzurro non ha avuto dubbi: “Il punto più alto della mia esperienza in azzurro è e resta la finale mondiale vinta a Berlino, è il punto più alto di tutta la mia carriera. Ma non voglio fermarmi, ora mi aspetto di vincere l’Europeo, sono qui per questo, non sarà facile ma intendo provarci. Sono contornato da giocatori che vogliono questo e un allenatore che pensa solo a questo. Certo ci sono squadre molto forti come i campioni del mondo in carica della Germania, ma voglio vincerlo poi dopo l’Europeo capiremo come staremo fisicamente e mentalmente, ma ora è un discorso molto precoce”.
De Rossi è anche il cannoniere di questa Italia. “Avere 8-9 anni più di Mario Balotelli è tanto, ho fatto cose importanti dal punto di vista offensivo in nazionale, mi fa piacere, ma credo e spero che Zaza, Immobile, Pelle’, Giovinco, Okaka, Osvaldo e Mario mi superino in fretta, è il loro lavoro, poi l’importante è che la squadra vinca, la loro giovane età giustifica che ho fatto più gol, avendo anche più presenze, visto che tutti si sono alternati ed hanno massimo una ventina in presenze in azzurro”, ha sottolineato il centrocampista della Roma.