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Brasile: paese diviso sceglie fra Roussef e Neves

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Rio de Janeiro, 26 ott. (Adnkronos/Dpa) – I brasiliani vanno oggi alle urne per scegliere chi sarà il prossimo presidente del gigante sudamericano, in un paese profondamente diviso fra i sostenitori della presidente uscente Dilma Rousseff e del suo sfidante, il senatore Aecio Neves. I sondaggi per il ballottaggio assegnano la vittoria alla Rousseff, ma rimangono ancora molti indecisi e la sensazione è che la vittoria si conquisterà voto per voto.
La presidente uscente è arrivata in testa al primo turno del 5 ottobre con il 41,9% e secondo i sondaggi dovrebbe vincere oggi con il 53-54%. La Rousseff porta in dote i considerevoli risultati raggiunti in questi ultimi 12 anni dal partito dei Lavoratori (Pt) al potere, prima con i due mandati di Inacio lula da Silva e poi con il suo. Non si tratta di cose da poco: secondo dati diffusi in settembre dall’Onu la povertà estrema si è ridotta del 75% e il livello di denutrizione si è dimezzato grazie al programma Beca Familia, di cui beneficiano 56 milioni di persone. Il tasso di disoccupazione ha inoltre toccato il minimo storico del 5% e sono stati creati 21 milioni di posti di lavoro.
Ma intanto si è fermata la crescita economica che aveva portato il Brasile nell’olimpo delle potenze emergenti: se nel 2010 la crescita era del 7,5%, durante la gestione Rousseff si è arrivati al 2,3% del 2013 e allo 0,9% previsto per quest’anno. Così come l’inflazione annua del 6,5% ha messo in crisi la classe media, la cui rabbia per i servizi pubblici insufficienti e la corruzione della classe politica è sfociata nelle grandi manifestazioni di protesta alla vigilia dei Mondiali di calcio. Non giova infine alla Rousseff la scoperta di una rete di corruzione interna alla Petrobas, principale industria petrolifera del paese di cui lo Stato è il maggiore azionista.
La campagna elettorale in vista del ballottaggio di oggi è stata durissima, con continui scambi di accuse in una sorta guerra giornaliera. L’immenso elettorato di 142,6 milioni di persone è ormai separato in due campi contrapposti, con una chiara divisione visibile sui social network, ma anche nelle strade e nei caffè, con rottura di rapporti fra amici e familiari.
Il socialdemocratico Neves promette di mantenere e “perfezionare” i programmi sociali portati avanti dalla Rousseff, ma anche di rimettere a posto i conti e varare una riforma tributaria a favore dei settori produttivi. Ma soprattutto si presenta come una forza di cambiamento dopo 12 anni di potere che hanno logorato l’immagine del Pt, fra corruzione e rendite di posizione. Arrivato al primo turno con il 33,5%, Neves gode anche dell’appoggio dell’ambientalista Marina Silva, terza con il 21%, ex ministro dell’Ambiente di Lula e ora simbolo dei delusi del Pt.
La Rousseff, dal canto suo, sostiene che Neves ha in mente una cura economica “brutale” che ridurrà i posti di lavoro e peserà sui ceti più poveri. Chiunque vinca oggi non dovrà soltanto affrontare sfide economiche, ma anche sapere riportare l’unità fra i brasiliani dopo una campagna elettorale che ha esasperato tensioni e divisioni all’interno della società.