– Rio de Janeiro, 20 giu. – (Adnkronos/Dpa) – Una strana coincidenza ha segnato molte partite del Mondiale di Brasile 2014: i gol che arrivano dalla ‘panchina’, con giocatori che con grande frequenza entrano a gara in corsa e segnano, decidendo la sfida. Fino ad ora, al mondiale brasiliano, sono stati 11 i gol in 23 partite. Casualità o tattica? “Abbiamo molte alternative. Sappiamo che abbiamo molti giocatori con qualità che possono entrare in qualunque momento”, ha spiegato Ottmar Hitzfeld, tecnico della Svizzera, dopo che i Admir Mehmedi e Haris Seferovic, entrando dalla panchina, hanno segnato i due gol nella vittoria per 2-1 con l’Ecuador.
Il ct del Belgio, Mats Wilmots, ha meno esperienza dell’allenatore tedesco, ma anche lui ha indovinato i cambi, inserendo Marouane Fellaini e Dries Mertens contro l’Algeria, con i due giocatori che hanno poi dato la vittoria, in rimonta, al Belgio. “L’allenatore ha fatto le sue scelte, lo accetto”, ha detto Fellaini. “Forse non avrei segnato se avessi giocato dall’inizio. Ci sono 23 giocatori che possono stare nell’undici iniziale. L’allenatore decide, e dopo si vede… “. Anche l’allenatore dell’Algeria, Vahid Halilhodzic, ha ammesso che Fellaini e Mertens sono stati decisivi nella partita. “I due sono stati l’unica differenza”, ha detto.
Due “assi nella manica” usciti dalla panchina nel bel mezzo della partita sono stati gli autori dei due gol nell’1-1 tra Russia e Corea del Sud, Alexander Kerzhakov e Lee Keun Ho, mentre John Brooks è entrato in campo per segnare il secondo e decisivo gol degli Stati Uniti nel 2-1 sul Ghana, Quintero che è entrato nella ripresa ed ha siglato il secondo gol della Colombia, nella vittoria finale per 2-1 sulla Costa d’Avorio o l’olandese Depay autore del 3-2 dell’Olanda sull’Australia. (segue)