Milano, 30 set. (Adnkronos) – Chiusura in forte rialzo per piazza Affari, maglia rosa delle europee, spinta dagli acquisti sui bancari. Le piazze azionarie del Vecchio Continente archiviano la seduta quasi tutte in verde, a parte Londra che perde terreno. A spingere le Borse europee sono le attese per le prossime mosse della Bce, dopo i dati deludenti sull’andamento dei prezzi al consumo nell’Eurozona.
In piazza Affari Ftse Mib 20.892,11 punti (+1,78%), All Share 22.030,27 punti (+1,64%). Scambi per 2,97 mld di euro di controvalore, da 2,31 mld nella seduta di ieri. Su 317 titoli in negoziazione, 187 hanno chiuso in rialzo, 114 in calo e 16 invariati. Forti acquisti sui bancari sul Ftse Mib. Lo spread Btp-Bund è a 141 punti, da 144 alla chiusura di ieri.
In Europa in verde Parigi, con il Cac a 4.416 punti (+1,33%); Madrid con l’Ibex a 10.825 punti (+1,31%); Bruxelles con il Bel 20 a 3.221 punti (+0,72%); ad Amsterdam Aex 421,14 punti (+0,71%); a Zurigo Smi 8.835 punti (+0,67%); a Lisbona Psi 20 5.740,5 punti (+0,62%); a Francoforte Dax 9.474,3 punti (+0,55%). A Londra in calo l’indice guida Ftse 6.622,72 punti (-0,36%).
“Sale l’attesa sui mercati – spiega Filippo Diodovich, strategist di Ig – dopo i deludenti dati sull’inflazione pubblicati da Eurostat. L’Ufficio di Statistica del Vecchio Continente ha comunicato che l’indice generale dei prezzi al consumo ha evidenziato nel mese di settembre un aumento dello 0,3% (in linea con le attese). A deludere è stato l’indice core (esclusi energetici, alimentari, alcool e tabacco) che ha segnato un rialzo dello 0,7%, ben inferiore alle attese del consensus (+0,9%)”.
“Salgono così – continua Diodovich – le pressioni sulla Bce. I recenti dati sull’inflazione hanno mostrato chiaramente come l’indice dei prezzi al consumo sia ancora troppo vicino allo zero e non riesca a mostrare segnali di crescita importanti. E’ da ricordare come in alcuni paesi dell’Europa Periferica l’indice dei prezzi al consumo sia negativo. E il momento della verità è arrivato. Giovedì si riunirà a Napoli il consiglio direttivo della Bce e Draghi difficilmente riuscirà a cavarsela solamente con giochi di parole”.
“Dopo la deludente prima asta di rifinanziamento al settore bancario T-Ltro (assegnati 82,6 mld di euro, inferiori ai 100 miliardi di euro auspicati) – aggiunge lo strategist – i deboli dati sull’inflazione, le preoccupanti cifre sulla disoccupazione (11,5% ad agosto) e sulla crescita economica nell’Eurozona, i membri della commissione operativa della banca centrale torneranno a discutere sulle possibilità di utilizzare l’ultima arma pesante rimasta nell’arsenale dell’istituto di Francoforte, ovvero il quantitative easing”. (segue)