Milano, 21 ott (Adnkronos) – Tante ombre e poche luci a Piazza Affari. Almeno così risulta dall’ultimo rapporto ”Indici e dati” dell’Ufficio studi Mediobanca, che ha rivelato lo stato di salute della Borsa italiana negli ultimi decenni. Il dato più evidente riguarda la performance dell’indice azionario (non comprensivo di flussi e dividendi) dalla fine del 2003 all’ottobre 2014. In questo arco di tempo piazza Affari registra un rendimento medio annuo del -2,6 per cento, corrispondente alla perdita del 25 per cento in quasi undici anni, un quarto del proprio valore.
Un crollo che non ha impedito alla Borsa italiana di rientrare quest’anno tra le prime 20 del mondo per capitalizzazione (al 30 giugno poteva contare su 496 miliardi di euro), scavalcando Indonesia, Malesia e Messico ma restando ancora ben lontana dalle piazze di Shangai, Hong Kong, Brasile e Russia.
Ad emergere in positivo dall’Mta sono le azioni di risparmio, che, secondo gli analisti di Mediobanca, dal gennaio 1996 al 15 ottobre 2014 hanno reso complessivamente l’8,9 per cento medio annuo, sottraendo il primato alle imprese a media capitalizzazione (mid-cap), che hanno totalizzato il 7,9 per cento. Si sono invece fermate a quota 5,4 le blue chips, mentre la performance media annuale delle piccole imprese (small caps) non è andata oltre i cinque punti percentuali.
Nello stesso arco di tempo il portafoglio industriale è migliorato mediamente del 7,8 per cento, doppiando il settore bancario (+3,5 per cento) e lasciando i titoli assicurativi ad una media di 2,5 punti percentuali nell’arco di dodici mesi. Un divario testimoniato anche dalla chiusura dei titoli negli ultimi 19 anni: sempre in positivo per gli investimenti nel settore industriale, a differenza dei 14 anni in negativo dell’investimento bancario e undici per quello assicurativo.