Milano, 17 dic. (AdnKronos) – “È politicamente scorretto e ingiusto affermare, come ha dichiarato oggi il Comitato esecutivo dell’Abi, che la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei bancari si è interrotta per decisione dei sindacati”. Lo dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari, dopo che oggi il Comitato ha espresso “piena condivisione” alla linea tenuta dal Casl, il comitato Affari sindacali e del lavoro presieduto da Alessandro Profumo nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto dei bancari, “interrotta – recita Abi in una nota – per decisione sindacale lo scorso 25 novembre”.
“L’Abi – osserva Sileoni – ha paura di prendersi, di fronte alla classe politica e all’opinione pubblica, la responsabilità di una rottura a causa di posizioni esasperate e intransigenti rispetto ad esempio al tfr, agli scatti d’anzianità e alla stabilità occupazionale dei 309mila addetti del settore e alle politiche occupazionali giovanili”. “La verità, dal nostro punto di vista, è che la rivendicazione delle banche è tutta di carattere politico e la ventilata riduzione dei costi rappresenta esclusivamente un alibi per ottenere, invece, la destrutturazione del contratto nazionale e della busta paga dei dipendenti”.
“A breve – conclude il segretario della Fabi – inizieranno le assemblee dei lavoratori, che sicuramente capiranno i pericoli di quest’ attacco ai loro diritti senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali di settore”.