Home Nazionale Banche: Bce, bocciate in 25 nel 2013, 13 ancora ‘carenti’/Adnkronos

Banche: Bce, bocciate in 25 nel 2013, 13 ancora ‘carenti’/Adnkronos

0

Roma, 26 ott. (AdnKronos) – La valutazione approfondita della Bce ha rilevato una carenza patrimoniale di 25 miliardi di euro per 25 istituti: in 12 (Cooperative Central Bank, Bank of Cyprus, Veneto Banca, Banco Popolare, Piraeus Bank, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio, Munchener Hypothekenbank, Axa Bank Europe, Crh, Bper e Liberbank) delle 25 banche la carenza patrimoniale è già stata coperta con aumenti di capitale pari a 15 mld di euro nel 2014.
Ne restano 13 che dovranno ancora ricapitalizzare: Mps (short fall di 2,11 mld), Eurobank (1,76 mld), Banco Comercial Portugues (1,15 mld), National Bank of Greece (0,93 mld), Banca Carige (0,81 mld), Oesterreichischer Volksbanken-Verbund (0,86), Permanent tsb (0,85), Dexia (0,34), Hellenic Bank (0,18), Nova Ljubljanska banka (0,03), Nova Kreditna Banka Maribor (0,03). Nelle tredici figurano anche Bpm (0,17 mld) e Banca Popolare di Vicenza (0,22) che comunque hanno già provveduto con misure aggiuntive.
Gli istituti che presentano carenze sono tenuti a predisporre piani patrimoniali entro due settimane dall’annuncio dei risultati. Per colmare le carenze di capitale le banche avranno fino a nove mesi di tempo. Questo esercizio, articolato in un esame della qualità degli attivi (asset quality review, AQR) e in una prova di stress prospettica delle banche, “unico e rigoroso -ha commentato il vicepresidente della Bce, Vítor Constâncio- costituisce un importante traguardo nel quadro dei preparativi per il Meccanismo di vigilanza unico, che diverrà pienamente operativo a novembre”.
Questo accurato esame, “senza precedenti”, effettuato sulle posizioni delle maggiori banche, aggiunge Constancio, “rafforzerà la fiducia del pubblico nel settore bancario. Individuando i problemi e i rischi, contribuirà a correggere i bilanci e ad accrescere la tenuta e la solidità delle banche. Ciò dovrebbe agevolare una maggiore erogazione di prestiti in Europa, promuovendo la crescita economica”.
L’AQR, rileva la Bce, ha evidenziato che a fine 2013 il valore contabile degli attivi bancari deve essere corretto per un ammontare di 48 miliardi di euro, che confluirà nei bilanci o nei requisiti prudenziali delle banche. Inoltre, sulla base di una definizione standard di esposizioni deteriorate, ossia non performing (scadute da 90 giorni oppure oggetto di una riduzione durevole di valore o in stato di default), l’esame ha messo in luce che tali esposizioni bancarie sono aumentate di 136 miliardi di euro, portandosi in totale a 879 miliardi.
La valutazione approfondita ha inoltre rilevato che lo scenario avverso ridurrebbe di circa 263 miliardi di euro il capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, CET1) delle banche, ossia il capitale di massima qualità destinato all’assorbimento delle perdite che misura la solidità finanziaria delle stesse. Ciò darebbe luogo a una diminuzione della mediana del coefficiente di CET1 di 4 punti percentuali, dal 12,4% all’8,3%. Tale diminuzione è più elevata rispetto agli esercizi analoghi precedenti, indice del rigore dell’esercizio attuale.
Questo esercizio, ha sottolineato Daniéle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza, “è un ottimo primo passo nella giusta direzione. Ha richiesto un impegno straordinario e notevoli risorse da parte di tutti i soggetti coinvolti, fra cui le autorità nazionali dei paesi dell’area dell’euro e la Bce. Ha accresciuto la trasparenza nel settore bancario, individuando negli enti creditizi e nel sistema gli ambiti che necessitano di miglioramenti”. La valutazione approfondita, ha rilevato, “ci ha consentito di operare un confronto tra banche indipendentemente dai confini nazionali e dai modelli imprenditoriali; gli esiti della valutazione ci permetteranno di acquisire conoscenze e pervenire a conclusioni per la vigilanza in futuro”.
In seguito all’annuncio dell’esercizio nel luglio 2013, le maggiori 30 banche partecipanti hanno intrapreso varie misure, fra cui aumenti di capitale per 60 miliardi di euro, al fine di rafforzare i loro bilanci per un totale di oltre 200 miliardi. Tali misure, effettuate in preparazione alla valutazione approfondita, rientrano nei più ampi esiti dell’esercizio, conclusosi con successo.
Alcuni interventi intrapresi nel 2013 hanno limitato le insufficienze rilevate dalla valutazione approfondita, altri adottati nel 2014 potranno essere considerati ai fini della copertura delle carenze patrimoniali.