Milano, 28 ott. (Labitalia) – “Altro che riconoscimento. La nostra professionalità e la nostra competenza sono garantite da anni e ora stiamo compilando la procedura per il registro della nostra categoria”. Lo dice a Labitalia Achille De Gregorio, presidente dell’Arteterapeuti associati (Artea). “Artea partecipa con altre scuole e associazioni italiane di arteterapia -precisa- alla definizione del profilo professionale dell’arteterapeuta e per un accreditamento nella realtà dei servizi alla persona. Per scelta di fondo l’Associazione conta su collaborazioni e partnership nei settori socio-educativo-sanitario e di ricerca”.
“La nostra Associazione -fa notare- dirige e gestisce da molti anni, direttamente o in partnership, scuole di specializzazione in arteterapia nelle sedi stabili di Milano, Pordenone, Bolzano, Catania e Trani. Lo staff dei formatori è, inoltre, costituito da professionisti esperti in arteterapia e attivi da decenni in diverse città italiane”.
“Albo o non albo -avverte De Gregorio- a noi non interessa, non serve. I nostri professionisti una volta formati possono o aprirsi una partita Iva oppure iscriversi a un’associazione già iscritta al ministero delle Attività produttive”.
“In generale, sono circa 1.200 -ricorda il presidente Artea- le professioni che ancora non sono iscritte al ministero, tuttavia la garanzia per l’utente-consumatore, almeno nel nostro caso, esiste comunque”.
“Il settore delle artiterapie -afferma- è in continua evoluzione: i modelli teorici e le metodiche applicative segnano le nuove frontiere della creatività applicata al sanitario e al sociale. La scuola prepara a diverse professionalità emergenti legate all’arteterapia”.
Ci sono, infatti, gli operatori specializzati in arteterapia che possiedono e conservano la propria specifica identità professionale integrandola con competenze arteterapeutiche. Poi, gli arteterapeuti professionisti che si propongono nell’area del sociale e della salute, sul mercato pubblico e privato, con una specializzazione prevalente in questa disciplina (almeno 1.200 ore di formazione).
Un’altra figura professionale emergente è quella legata all’arte-psicoterapeuti che utilizzano il codice artistico come mediatore di relazione (almeno 850 ore di formazione).
Le strutture sociali e sanitarie all’interno delle quali ogni figura professionale trova collocazione sono diverse: nei servizi psichiatrici, per l’handicap, per la tossicodipendenza, per l’adolescenza; nelle scuole, nelle aziende socio-sanitarie e nei reparti ospedalieri, nel settore privato della riabilitazione, negli istituti penitenziari, nelle comunità, nei centri diurni e di ricovero per anziani, negli studi di psicoterapia e medici.