Nonostante la crisi, un dato sorprendente vede la crescita di esportazioni toscane nel mondo. E ancora più sorprendente è vedere come la città in testa alla classifica, che ha superato addirittura Firenze e Prato, è proprio Arezzo.
A farla da padrone nel trend di crescita delle esportazioni durante l’ultimo trimestre del 2013 sono i settori legati all’oro e alla pelle. Infatti, nonostante la crisi e la sfrenata concorrenza estera, le gioiellerie e le pelletterie toscane e soprattutto aretine sono ancora stimate ed apprezzate nel mondo.
E possiamo inoltre notare come la Toscana in generale abbia avuto una buona performance a livello di commercio e soprattutto di esportazioni durante l’anno scorso, con una crescita media del 4%, un dato che solo il Piemonte supera.
Accanto al lancio e alla crescita di nuovi settori economici come quello dell’ e-commerce o dei giochi online, consultabili su MyGDM Blog, possiamo vedere come anche settori classici dell’economia italiana, come appunto i manufatti di pelle o il mercato dell’oro, abbaino sostanzialmente tenuto testa alle avversità economiche che il paese sta affrontando negli ultimi anni.
Grazie dati elaborati dall’ Ufficio Studi per il Commercio Estero della Toscana, si può notare come i paesi che decidono di importare i beni di consumo prodotti in Toscana e nell’aretino, sono principalmente i paesi dell’Unione Europea e soprattutto dell’eurozona con i testa la Francia o la Germania, mentre rallenta il flusso di esportazioni verso la Russia. Questi dati sono stati confermati in una recente intervista del Presidente di Unioncamere Toscana, Vasco Galgani.
A livello extraeuropeo invece si assiste ancora a un rallentamento delle esportazioni, causato anche da un sostanziale svantaggio che i prodotti europei presentano sui mercati asiatici, decisamente più a buon mercato a livello di prezzi ma che di certo non possono vantare l’lata qualità dei prodotti made in Italy.
In compenso possiamo vedere come altri mercati, ad esempio gli stati Uniti o gli Emirati Arabi uniti, ancora siano interessati ad acquistare prodotti italiani.
Comunque in generale possiamo essere ottimisti in quanto il 2013 è stato un anno nettamente migliore rispetto a quello precedente, e si spera che questo possa essere il primo segnale di una nuova crescita dell’economia, dopo la crisi degli ultimi anni.