Roma, 30 gen (Adnkronos Salute) – Gli amici animali costano agli italiani da 30 euro al mese (spesi, in media, dalla metà dei proprietari di animali domestici per cibo, igiene e salute) fino ai 300 euro sborsati da una piccola minoranza che non bada a spese per i propri cuccioli. A fare i conti l'Eurispes nel Rapporto Italia 2014 che, su questo argomento, si avvale anche dei dati del sondaggio effettuato in collaborazione con la Federazione nazionale veterinari (Fnovi) tra i propri associati. Per quanto riguarda i costi, nel dettaglio il 52% degli italiani che ha un animale spende in media meno di 30 euro al mese, il 32,8% fino a 50 euro mensili, mentre la percentuale rimanente spende tra i 100 e i 300 euro. Considerando il veterinario, invece, la maggior parte dei padroni (il 69,1%) spende per visite ed eventuali medicine una cifra contenuta entro i 100 euro l?anno. Circa un quinto (18,8%) spende dai 101 ai 200 euro, mentre si assottiglia la quota di quanti mettono mano al portafogli in maniera più consistente: il 6,7% spende dai 201 ai 300 euro e il 2,6% oltre 300 euro l'anno. L'82,8% dei veterinari riscontra spesso una cura adeguata degli animali. Ma la crisi colpisce anche questo settore: la larga maggioranza del campione riferisce che i proprietari di animali hanno ridotto le spese veterinarie, per il 52,1% abbastanza, per il 34,7% addirittura molto. Solo il 12,9% parla di una lieve riduzione. Secondo i veterinari, inoltre, a subire più tagli sono state le cure e gli interventi chirurgici costosi (49,3%) e i controlli medici periodici (48%); solo il 2,7% parla dei medicinali. Un?altra conferma della difficoltà della situazione del Paese arriva dal fatto che per quasi la metà dei veterinari (48,2%) sono aumentati negli ultimi anni i clienti che chiedono il loro aiuto per affidare ad altri i propri animali, non riuscendo a sostenere le spese per mantenerli. Un veterinario su 4 (25,7%) ha notato un aumento degli abbandoni rispetto a qualche anno fa. Alla maggioranza dei veterinari (1,4% spesso, 22,5% qualche volta e 51,7% raramente) è capitato di curare animali maltrattati, mentre a quasi tutti è capitato di visitare cani privi di microchip o non iscritti all?anagrafe canina. Infine il 40,1% dei veterinari afferma che nel corso dell?ultimo anno sono aumentate le richieste di eutanasia a seguito di diagnosi di malattia cronica/non curabile.