Home Nazionale Animali: Enpa al Papa, liberare colombe equivale a condannarle a morte

Animali: Enpa al Papa, liberare colombe equivale a condannarle a morte

0

Roma, 27 gen. (Adnkronos Salute) – Non utilizzare più gli animali e la loro vita per tradizioni ormai superate. E' questo l'appello lanciato dall'Ente nazionale protezione animali con una lettera aperta a Papa Francesco, dopo che una colomba – restituita alla libertà da due bambini alla fine dell'Angelus – è stata facilmente presa da un gabbiano e da una cornacchia, che in città sono predatori di questi volatili. "Gli animali che sono nati in cattività, non essendo animali selvatici, non sono in grado di riconoscere i predatori come tali e sono quindi incapaci di fuggire da eventuali situazioni di pericolo – spiega l'Enpa – Reimmetterli in un ambiente a loro sconosciuto ed esporli quindi inutilmente a pericoli, condannandoli a morte certa, è inaccettabile, come testimoniamo le numerose proteste che stanno crescendo sul web. Del resto – prosegue la Protezione animali – gli esemplari che nella loro vita hanno conosciuto soltanto la gabbia non hanno alcuna esperienza del mondo 'esterno'; pertanto, anche se fossero così fortunati da sfuggire ai predatori, avrebbero sicuramente grosse difficoltà nel riconoscere tutti i pericoli della città, come ad esempio le automobili. Queste colombe, che sono esclusivamente di allevamento, non hanno certo i mezzi per sopravvivere in città e nell'ambiente naturale e non possono neanche utilizzare il mimetismo: il loro colore bianco, molto vistoso in natura, è proprio dovuto al fatto che non si tratta di animali selvatici ma provengono dalla cattività".L'Enpa promuove quindi in rete "una raccolta firme con la quale chiediamo, a quanti hanno a cuore la tutela degli animali, di condividere il nostro appello a Papa Francesco. Sappiamo che il Pontefice si è dichiarato sensibile alla tutela dell'ambiente e delle creature che lo condividono con noi, e che ha in progetto un'enciclica dedicata proprio al Creato e alla difesa della natura. Un'enciclica nella quale, siamo sicuri, non mancherà il riconoscimento degli animali quali cittadini a pieno titolo del mondo in cui tutti viviamo".