Home Nazionale Animali: da Milano Brambilla lancia ‘rivolta nazionale’ contro sfruttamento

Animali: da Milano Brambilla lancia ‘rivolta nazionale’ contro sfruttamento

0

Milano, 18 ott. (Adnkronos) – Contro lo sfruttamento degli animali nell’accattonaggio parte da Milano una “rivolta” dei cittadini, stanchi di vedere cuccioli malati e sofferenti sfruttati da individui e organizzazioni. “E’ ora di agire con decisione per contrastare questa grave forma di degrado”, sottolinea Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e portavoce della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che questa mattina in piazza Cordusio, insieme al presidente della Lega antivivisezione Leal Gian Marco Prampolini, al consigliere comunale di Milano Gianluca Comazzi (Fi), e al presidente di Samu Italia onlus Paolo Galletto, ha illustrato le prime iniziative della nuova campagna “Non sono un oggetto da sfruttare”.
Si tratta di una petizione popolare contro la pratica dell’accattonaggio con gli animali ed un servizio di pronto soccorso veterinario sperimentale, da estendere a livello nazionale, pensato per intervenire in tutti i casi in cui i cittadini segnalano lo sfruttamento di animali nell’accattonaggio, per verificarne le condizioni ed eventualmente effettuarne il sequestro con le guardie zoofile. Ma Il “pronto intervento” della Federazione è destinato anche ai randagi e gli animali con proprietari in condizioni di disagio economico o sociale.
“Per lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali – ricorda l’ex ministro del Turismo – c’è troppa tolleranza a Milano. Basta fare un giro in certe zone per rendersene conto. E’ arrivato il momento di cambiare le regole ed agire con maggiore decisione contro questo fenomeno. Poiché amiamo essere concreti, in attesa che la nostra proposta sia discussa e possibilmente approvata dal consiglio comunale, mettiamo a disposizione dei cittadini un servizio privato che possa almeno in parte colmare le evidenti lacune della vigilanza pubblica. D’altra parte – aggiunge – il problema non è solo di Milano ma di tutte le principali città italiane. Perciò partiamo da qui per un campagna anti-sfruttamento di portata nazionale”. (segue)