Roma, 16 giu. – (Adnkronos Salute) – Su diciannove punti monitorati, dieci oltre i limiti di legge. Sul lago di Albano uno su tre è risultato inquinato, su quello di Bolsena cinque su otto. Nessuno nel bacino di Vico, quattro su sei nel lago di Bracciano. E’ questo l’esito del monitoraggio scientifico della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont e sostenuta nella tappa laziale dalla Provincia di Roma. I risultati delle analisi sono stati presentati stamattina da Federica Barbera, portavoce di Goletta dei Laghi, e Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio.
”L’obiettivo del monitoraggio di Goletta dei Laghi è quello di individuare i punti critici con particolare attenzione alle situazioni in cui intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – commenta Federica Barbera -. Abbiamo analizzato il carico batterico derivante da scarichi non depurati che minacciano la qualità delle acque”.
“Anche nel caso dei laghi laziali, dunque, l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti ‘sospetti’ individuati grazie al lavoro dei circoli di Legambiente e alle segnalazioni dei cittadini. I rilievi del laboratorio mobile di Legambiente quindi non si sostituiscono a quelli degli enti istituzionalmente competenti ma vogliono integrarli con una fotografia puntuale”.