Home Nazionale Alla ‘Borsa della ricerca’ 500 progetti, 24 atenei e 65 imprese

Alla ‘Borsa della ricerca’ 500 progetti, 24 atenei e 65 imprese

0

Bologna, 14 mag. (Labitalia) – Si è aperta, a Bologna, la quinta edizione della ‘Borsa della ricerca’, l’evento che fa incontrare gruppi, dottori di ricerca e spin-off con imprese a caccia di innovatori. Arrivati a Palazzo Re Enzo per la due giorni – organizzata da Fondazione Emblema con il coordinamento scientifico dell’Università ‘Sapienza’ – oltre 300 delegati (in rappresentanza di 24 atenei e 65 imprese) per presentare circa 500 progetti di ricerca.
In apertura del forum, dedicato quest’anno al crowdfunding applicato alla ricerca, Daniela Castrataro, fondatrice con Ivana Pais dell’Italian Crowdfunding Network, ha presentato in anteprima la mappa aggiornata del crowdfunding in Italia, mostrando come in meno di un anno questo mercato sia ‘esploso’ e spiegando il ruolo attivo che il nostro Paese sta avendo anche nella regolamentazione normativa.
Inaugurando il forum Tommaso Aiello, ceo della Fondazione Emblema, ha spiegato: “La Borsa dedica la quinta edizione a questa forma di finanziamento ‘dal basso’ perché offre, oltre che nuove opportunità di accesso ai fondi, anche nuovi modelli per la divulgazione scientifica, imponendo una crescente rispondenza tra le attività di ricerca e le esigenze della società. La Borsa della ricerca da sempre cerca di facilitare il dialogo tra due mondi che comunicano con grande fatica e punta a costruire un canale dedicato alla condivisione della conoscenza. Nata per favorire concretamente il trasferimento tecnologico fra chi, nel mondo dell’università e dell’impresa, si occupa di ricerca, la Borsa ha visto nascere in quattro anni oltre trecento collaborazioni tra gruppi di ricerca e aziende del network”.
Alla presentazione dei dati di scenario, ha fatto seguito un’overview su alcuni dei progetti di maggior successo realizzati in crowdfunding: tra gli altri Diaman Tech, la prima case history di successo tutta italiana equity-based e il progetto ‘mappa dell’intolleranza’, strumento che – attraverso l’analisi dei tweet – permette di geolocalizzare le zone d’Italia dove sono più concentrati razzismo, omofobia e violenza.
Nella seconda giornata, un fitto calendario di meeting one-to-one, con l’opportunità per le aziende di incontrare i ricercatori e workshop tematici, per sfaccettare il tema del crowdfunding. Tra gli appuntamenti, ‘Comunicare la scienza’ e ‘L’imprenditoria della ricerca’.
Sabrina Luccarini, direttore Area Supporto alla Ricerca della ‘Sapienza’ Università di Roma, ha spiegato infatti che “progettare azioni di crowdfunding implica, per i ricercatori, ripensare come comunicare la scienza, come stimolare l’innovazione e la cittadinanza partecipata, promuovendo nel contempo una rinnovata attenzione alle odierne sfide sociali”. “Il crowdfunding – ha aggiunto – può essere un supporto per incentivare l’imprenditoria della ricerca che, in questo particolare momento storico, è sollecitata da molti attori ma ancora deve trovare un adeguato posizionamento. ‘Sapienza’ ha raccolto la sfida di immaginare lo strumento del crowdfunding come un’opportunità vincente per l’intero sistema universitario”.
Tra i progetti di ricerca presentati nel corso degli incontri one-to-one, spiccano l’Università Politecnica delle Marche con ‘Sport? Sicuro!’, rivolto alle società sportive e agli atleti, che prevede l’applicazione di un sensore per la registrazione dei segnali cardiovascolari in modo da monitorare con regolarità il funzionamento del cuore ed evitare la Mci (morte cardiaca improvvisa che colpisce ogni anno più di 1.000 giovani sotto i 35 anni, sportivi e apparentemente in buona salute), e l’Università di Foggia con ‘Quafety’ (crasi di ‘quality’ e ‘safety’), progetto co-finanziato dall’Unione europea che ha come obiettivo fornire all’industria agroalimentare innovativi strumenti di controllo per valutare rapidamente l’eventuale contaminazione dei prodotti ortofrutticoli freschi, al fine di migliorare la sicurezza e la qualità di questi prodotti.
L’Università di Palermo presenta agli stakeholder a caccia di innovazione un progetto molto particolare, ‘Guida subacquea per apneisti non vedenti’: un’invenzione pensata per permettere agli atleti apneisti non vedenti di muoversi sott’acqua in autonomia e in totale sicurezza, attraverso l’utilizzo di una struttura subacquea modulare.
Dalla Sicilia arriva anche un altro interessante progetto di utilità sociale, dedicato all’assistenza sanitaria domiciliare: ‘Sisca – Sviluppo di un sistema intelligente per la salute a casa’, dell’Università di Catania permetterà infatti di monitorare costantemente i dati clinici dei pazienti assistiti a domicilio, evidenziare eventuali situazioni di emergenza e registrare i flussi informativi di ogni paziente in modo da facilitare la circolazione dei dati tra i soggetti interessati (pazienti, medici ecc.) e il sistema sanitario territoriale.