Roma, 20 set. – (Labitalia) – "L'azienda chiederà al Gip in tempi rapidissimi di poter disporre delle somme necessarie a riattivare l'attività produttiva" del gruppo. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato uscendo dal ministero dove, comunque, continua il confronto tra i rappresentanti di Riva Acciaio e il custode giudiziale Mario Tagarelli. Il confronto nella sede del dicastero dello Sviluppo tra la famiglia Riva e il custode giudiziale è quindi ancora in corso: "Stiamo cercando -ha detto Zanonato che è uscito dall'incontro per recarsi in Consiglio dei ministri- un percorso che risolva il problema: c'è la volontà di farlo -ha detto- in tempi rapidissimi". Va infatti risolto il problema dello sblocco delle risorse necessarie per continuare la produzione, che quando un'azienda è sotto sequestro finiscono nel fondo unico di giustizia.A giudizio del ministro va quindi in generale trovato un sistema normativo che consenta, in occasione di un sequestro di garantire la continuazione dell'attività per "garantire i lavoratori, i fornitori,il cliente. Senza contare -ha detto ancora Zanonato- che è nell'interesse dello Stato tutelare il bene e anche del soggetto sottoposto all'indagine. Abbiamo bisogno di una norma -ha osservato il ministro- che consenta di fare questo", non quindi solo per il caso di Riva Acciaio ma di portata più generale. La presenterete oggi al Consiglio dei ministri? "questo non lo so -ha replicato- ne parlerò con il presidente del Consiglio, potremo prenderci un po' di tempo". E' quindi importante capire "se il Gip riesce a sbloccare i fondi all'interno della norma attuale, l'articolo 104 bis", visto che potrebbe anche averne la volontà ma trovare dei problemi interpretativi.