Fiuggi, 21 giu. (Labitalia) – "Le giovani donne che oggi entrano nel mondo del lavoro non hanno le garanzie che avevano le loro sorelle maggior e le loro mamme". Lo dice a Labitalia Eleonora Voltolina, responsabile de 'La Repubblica degli stagisti' e 'Articolo 36', a margine del Festival del lavoro, in corso a Fiuggi. "Il mondo del lavoro – fa notare – è duale: diviso fra chi ha un contratto stabile di tipo subordinato e, invece, chi è veramente o fintamente autonomo, parasubordinato o comunque precario. Queste due tipologie di inquadramento si riflettono, poi, nel momento della conciliazione, con una differente tutela nel periodo di maternità". "Per quanto riguarda il lavoro subordinato – sostiene – si può agire sulla modulazione di un miglior part time, sull'esempio della Svizzera dove le persone, indipendentemente uomini e donne, possono decidere di lavorare a percentuale, a seconda della loro voglia, del loro bisogno di guadagnare e anche della loro situazione familiare. In Italia – rimarca Eleonora Voltolina – invece siamo ancora alla dicotomia classica o 100% o 50% e, soprattutto, c'è la piaga del part time involontario". "Quando una donna diventa madre – continua – ha bisogno di una rete di servizi dello Stato per non dover sempre dipendere dai nonni. Anche perché oggi i nonni non sempre sono disponibili, non sono nella stessa città e qualche volta lavorano ancora". "Una donna oggi – osserva la responsabile de 'La Repubblica degli stagisti' e 'Articolo 36' – è la goccia che fa traboccare il vaso quando in età fertile si presenta in un colloquio, molto spesso viene scartata anche se è la migliore. Questo perché ha la bomba ad orologeria nell'utero di poter diventare madre costringendo l'azienda a tutta una serie di provvedimenti per tappare i buchi quando si assenta per maternità". "Abbassando il costo del lavoro – auspica – si abbasserebbe la pressione sul datore di lavoro che potrebbe, come accade in molti altri Paesi, giudicare ed assumere una trentenne serenamente".