Roma, 19 nov. (Adnkronos Salute) – Prende il via oggi all'Università Cattolica di Roma il nuovo anno accademico 2013-2014. Nel suo discorso inaugurale, il Rettore Franco Anelli ha rievocato i 50 anni della Facoltà di medicina e un "laureato insigne della nostra facoltà", il sindaco di Roma Ignazio Marino. Nel corso del suo intervento, ha poi parlato della situazione "di particolare delicatezza" del Policlinico Gemelli. "Abbiamo attraversato e stiamo vivendo una stagione difficile; ma possiamo dire che le iniziative assunte con competenza e responsabilità dalla dirigenza, a partire dal direttore amministrativo e dal direttore del Policlinico, Maurizio Guizzardi, hanno iniziato a manifestare i loro frutti". "Purtroppo – ha aggiunto – ciò ha chiesto e continua a chiedere sacrifici economici al personale medico, tecnico-amministrativo e sanitario. Sacrifici – ha evidenziato Anelli – accettati con coraggio e generosità, senza far mai mancare l?impegno nel lavoro quotidiano e anzi accrescendolo pur a fronte di una minore ricompensa". L'esempio "di chi ci ha preceduto", è "la prima spinta per superare le difficoltà del presente. E credo si possa dire, con contenuto ma giustificato orgoglio, che negli anni recenti i docenti, i dirigenti e il personale, la 'gente' dell?Università Cattolica di Roma, ha dato prova di determinazione, tenacia, capacità e spirito di sacrificio che li rendono ben degni della tradizione della quale sono continuatori"."Proprio questi intensi sforzi devono essere adeguatamente sostenuti per risolvere problemi che trovano origine nel rapporto con il Servizio sanitario nazionale. Le istituzioni, ne siamo certi, sanno riconoscere il ruolo sociale del Policlinico e la fondatezza delle ragioni dell?Ateneo". "Il compito di un'università cattolica – ha detto Anelli – è quello di vincere non solo l'impotenza nei confronti della natura, ma ancor più debellare quella nei confronti degli uomini, delle loro insensibilità, egoismi, utilitarismi. Questo significa, per noi, l?impegno verso una medicina 'umana' nel senso più pieno". Preoccupazioni, invece, per le novità nella selezione all'accesso alle scuole di specializzazione. "Non posso sottacere – ha detto Anelli – un sentimento di preoccupazione per le imminenti innovazioni che, presentate come volte a superare dinamiche talora non pienamente trasparenti, rischiano, attraverso la costruzione di una graduatoria unica nazionale, di negare ai giovani laureati presso la nostra facoltà la possibilità di proseguire e completare qui il loro percorso, e di far affluire alle nostre scuole studenti formati altrove, secondo criteri e parametri di valutazione dei quali non è garantita l?omogeneità rispetto ai criteri di serietà che connotano questo Ateneo".