Roma, 6 set. (Labitalia) – "L'affitto di poltrona-cabina – spiega a Labitalia – sperimentato con successo già in altri paesi, nasce dall'esigenza di contrastare le pesanti ripercussioni che l?attuale crisi socio-economica ha avuto sulle imprese del settore benessere e che ha indotto acconciatori ed estetiste a ricercare nuovi modelli di gestione aziendale". Così Gian Andrea Positano, segretario generale di Camera italiana dell'Acconciatura commenta con Labitalia la possibilità di affittare la poltrona del proprio salone per far esercitare la medesima attività ad un altro professionista. "Questi modelli -fa notare- consentono da un lato l'ottimizzazione e, quindi, la riduzione dei costi fissi per i titolari dei saloni di acconciatura e dei centri estetici e dall'altro la regolarizzazione delle prestazioni di quei soggetti che non avendo la disponibilità di gestire un'azienda regolare, spesso e volentieri svolgono l'attività in maniera completamente 'sommersa' danneggiando in tal modo la categoria e l'economia del Paese"."Ad oggi -ricorda Positano- la materia dell'affitto di poltrona-cabina è ancora disciplinata in modo diverso dalle singole normative regionali, anche se auspichiamo nel medio periodo una diffusione omogenea a livello nazionale". "In alcuni comuni in Lombardia, Toscana, Abruzzo e Campania -segnala la Camera italiana dell'Acconciatura- è stata avviata la sperimentazione dell''affitto di poltrona-cabina' che consente ad acconciatori ed estetiste, se regolarmente registrati presso la Camera di commercio ed in possesso della partita Iva, l'esercizio autonomo dell'attività, previo contratto, negli stessi locali di altri operatori".Al momento, la materia dell'affitto di poltrona-cabina è disciplinata in modo diverso da normative regionali che generano disomogeneità sul territorio nazionale.