Arezzo – I dati parlano da soli: in Italia negli ultimi due anni la crisi ha bruciato 300 mila posti di lavoro nell’edilizia e nei settori connessi. “Nella nostra provincia – afferma Gilberto Pittarello Responsabile Territoriale della Filca Cisl di Arezzo – prima dell’avvento della crisi, avevamo nell’anno 2007, regolarmente iscritti alla Cassa Edile ed all’Edilcassa Artigiana Falea circa 5.600 lavoratori. Oggi sono poco meno di 2.800, con un calo secco del 50%. Dati che fanno rabbrividire! “Oltre alla drammatica situazione occupazionale, la crisi costituisce oggi un fattore di rischio pericoloso sul fronte della regolarità. In una fase come questa, caratterizzata non solo da un calo degli addetti e di commesse di lavoro, ma da una forte carenza di liquidità, il rischio di una forte infiltrazione delle organizzazioni malavitose nelle imprese è molto alto.
Le voci presenti in edilizia che non temono la crisi e fanno registrare segni più che positivi sono: il lavoro irregolare, il lavoro nero ed i falsi lavoratori autonomi. “Il tasso di lavoro irregolare – ribadisce Pittarello – è tornato a crescere, portandosi nel 2013 al 18% , inoltre vi è stato un aumento considerevole dei lavoratori autonomi a fronte di un deciso calo dei dipendenti, così come la trasformazione di numerose aziende in cooperative tra ex lavoratori, diventati soci artigiani”.
E’ un dato che preoccupa perché, in realtà, si tratta spesso di lavoratori subordinati costretti a diventare falsi autonomi sotto il ricatto dei datori di lavoro, che in questo modo risparmiano sui contributi. “Ma il dato preoccupante – ribadisce Pittarello – è quanto emerso dai dati diramati nei giorni scorsi dalla Direzione provinciale del lavoro. In sei mesi su 509 aziende ispezionate, 280 sono risultate irregolari, raggiungendo la percentuale del 55%. E poi ancora, su 1.265 lavoratori controllati, 926 sono risultati irregolari di cui 227 al nero. Sono dati che ci devono far riflettere, perché innescano meccanismi di concorrenza sleale nei confronti delle imprese serie e virtuose, ma soprattutto perché favoriscono il ritorno dello spettro che per anni abbiamo combattuto, quello del mancato rispetto delle normative sulla sicurezza.
Un lavoratore al nero, non censito, senza tutele, senza diritti, è di fatto un lavoratore che non esiste, con tutto quello che ne consegue”. Ecco quindi l’importanza fondamentale dei controlli. Controlli che devono essere in sinergia ed incrociati, attraverso una maglia talmente fitta da non lasciare passare nessuno. Il Sindacato di Viale Michelangelo propone una nuova ricetta: “C’è ancora qualcosa che si potrebbe fare – afferma Pittarello – come l’attuazione, tramite la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra tutte le parti interessate, di un server per gli addetti ai lavori, dove ognuno obbligatoriamente sia chiamato ad inserire tutti i dati fondamentali utili per un immediato controllo. Da una parte le notifiche preliminari inserite dalla Usl con i dati dei committenti, gli importi dei lavori e le imprese appaltanti, dall’altra una mappatura dei cantieri per ogni singola zona territoriale inserita dai comuni, ma soprattutto i dati inseriti dalla Cassa Edile delle imprese che non pagano la contribuzione dovuta, delle imprese che pur avendo avuto il DURC all’inizio dei lavori, nel corso dei mesi successivi risultano poi essere irregolari. Oppure di quelle che chiudono quando sono irregolari e poi riaprono con un nuovo nome, una nuova partita Iva per ottenere nuovamente il DURC per altri lavori, e poi successivamente non pagare, in un continuo saliscendi come fosse un’enorme altalena. L’incrocio con tutti questi dati, credo permetterebbe in tempo reale a coloro che sono preposti al controllo, una rapida verifica e l’immediatezza degli interventi, ma soprattutto un taglio netto all’irregolarità con risvolti positivi non solo per i lavoratori, ma soprattutto per tutte quelle aziende serie che subiscono la sofferenza di una concorrenza sleale ed agguerrita”.