Roma, 9 dic. (Labitalia) – Le materie prime "sono essenziali per la nostra società" ma "servono competenze per la ricerca, l'estrazione e la conversione industriale". Per questo l'Ue e le imprese di settore dell'Unione sono "a caccia di competenze". Si tratta di una lista lunga 36 specifici skill che vanno dagli ingegneri ai geologi, dai geofisici offshore ai programmatori di robot per l'attività mineraria. E in ballo ci sono 30 milioni di posti di lavoro in Europa che l'Ue stima dipendano "dall'acceso alle materie prime". E' lo scenario emerso alla prima giornata universitaria sulle materie prime, promossa nei giorni scorsi a Roma, alla facoltà di Ingegneria de 'La Sapienza', dalla Commissione europea nel quadro del partenariato Ue per l'Innovazione del settore che punta a rafforzare la competitività e l'occupazione sfruttandone l'enorme potenziale. Molti prodotti innovativi, come gli smartphone, i computer, le tecnologie a schermo piatto o le macchine ibride o elettriche, infatti, non potrebbero più essere realizzati senza determinate materie prime. La giornata è stata aperta dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, responsabile Ue per l'industria e l'imprenditoria. Obiettivo del workshop, cui hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, e il vicepresidente per lo Sviluppo economico di Confindustria, Aurelio Regina, è stato quindi far conoscere ai giovani laureati e laureandi le opportunità di occupazione e lavoro connesse con lo studio e l'esplorazione delle materie prime. "Abbiamo bisogno di giovani in grado di raccogliere la sfida e di creare le condizioni necessarie ad un approvvigionamento ed un utilizzo sostenibile delle materie prime", ha affermato Tajani.