Home Nazionale Tumori: 3 su 10 da errori a tavola, Italia paga addio a dieta mediterranea

Tumori: 3 su 10 da errori a tavola, Italia paga addio a dieta mediterranea

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Milano, 11 set. (Adnkronos Salute) – Sempre più italiani 'divorziano' dalla dieta mediterranea, ma l'addio alle tradizioni costa caro: nel nostro Paese 3 tumori su 10 sono causati da un'alimentazione errata. Un'emergenza aggravata dal peso della sedentarietà e, più in generale, di tutti gli stili di vita nemici della salute. E il problema non risparmia nemmeno il Sud, patria degli ingredienti più sani: in Puglia, ad esempio, ogni anno si registrano quasi 15 mila nuove diagnosi di tumore (circa 8 mila uomini e 6.800 donne) e quasi 8 mila morti, mentre sono oltre 90 mila le persone colpite da una neoplasia. L'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) torna ad accendere i riflettori sull'importanza e l'efficacia di alcuni piccoli accorgimenti quotidiani nella prevenzione del cancro. Per fare il punto, i massimi esperti della Penisola si danno appuntamento il 13 settembre dalle 8 al Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi), per il convegno nazionale 'Alimentazione, stili di vita e cancro: la parola agli esperti', patrocinato dall'Aiom. "In questo importante appuntamento – anticipa Saverio Cinieri, direttore della Divisione di oncologia medica e Breast Unit dell'Asl di Brindisi e presidente del convegno – evidenzieremo che il 25% dei casi di cancro al colon-retto, il 15% di quelli alla mammella e il 10% di quelli alla prostata, pancreas ed endometrio potrebbero essere evitato aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea".Ma un'alimentazione scorretta è soltanto uno dei tanti fattori implicati nello sviluppo di un tumore. "Non conta solo ciò che si mette nel piatto", avverte Cinieri: "La dieta mediterranea deve essere interpretata come uno stile di vita in cui contano anche gli orari regolari dei pasti, le quantità limitate di cibo, il movimento regolare. Perché l'alimentazione rientra nella grande famiglia dei fattori di rischio modificabili in quanto correlati allo stile di vita della persona. Le verdure, per esempio, possono esercitare un'azione protettiva nei confronti del tumore del polmone, ma tale beneficio può essere insufficiente se la persona che le consuma regolarmente è un accanito fumatore". Il convegno di venerdì nel Brindisino sarà strutturato in 5 sessioni, con l'intervento di oncologi, nutrizionisti e cuochi. "Questa è la grande novità rispetto agli altri appuntamenti in cui abbiamo affrontato questi argomenti", aggiunge Cinieri: "Finalmente sentiamo anche il punto di vista di chi ha a che fare tutti i giorni con cibi e vivande". "Nella prima sessione, dedicata al tumore della mammella – riferisce l'esperto – Francesco Nacci parlerà dei prodotti a km zero; la seconda sessione si incentrerà sugli apparati riproduttivi e le neoplasie della cute; la terza verterà su cancro del polmone e colon rettale, con l'intervento di due chef che ci parleranno delle contaminazioni tra le cucine nel mondo; nella quarta un focus su vino e olio, seguito dal tema dell'obesità, un importante fattore di rischio per molti tipi di tumore; nella quinta parleremo di mass media e alimentazione". L'agenda dei lavori si chiuderò alle 18 con la relazione di Cinieri, aperta alla cittadinanza, sul tema 'Il cancro della mammella nel 2013: trattamenti innovativi e strategie mirate'.