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Tra stoffa grezza e rosari elettronici oggetti liturgici protagonisti di Koinè

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Vicenza, 16 apr. (Labitalia) – Tra stoffa grezza e rosari elettronici l'arte sacra, il restauro, suppellettili per uso liturgico e design di articoli devozionali diventano protagonisti grazie alle 360 aziende presenti a Koinè, rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l'edilizia di culto, nata sotto l'egida della Conferenza episcopale italiana, in corso alla fiera di Vicenza fino a domani. Una vetrina per brand, italiani e internazionali, che agiscono con dinamiche industriali, per botteghe artigiane che racchiudono le tradizioni religiose e culturali del territorio di provenienza. Sono generalmente aziende a conduzione familiare che operano nel campo dell'arte sacra e che cominciano a risentire del messaggio di Papa Francesco: alcuni stand, infatti, propongono paramenti in stoffa grezza e coppe di legno. Ma c'è anche chi, come Claudio Cipolletti, storica azienda di Loreto (Ancona) e sinonimo di rosari che esporta in 60 paesi, da ormai cinque anni ha deciso di puntare sul rosario elettronico. "Perchè – sostiene – probabilmente con il tempo verrà maggiormente diffuso in quanto utile ad alleviare la solitudine degli anziani e a far scoprire i valori cristiani alle nuove generazioni". In questa 'girandola di articoli religiosi', ci sono anche le società di servizi che offrono assistenza, manutenzione e tecnologie per gli edifici di culto, e ancora gli studi di architettura e design, i contract e gli uffici di consulenze globali che lavorano come interlocutori della Chiesa. Forte la presenza degli espositori stranieri, che si conferma stabile attorno al 20% del totale: sono marchi europei riconosciuti a livello mondiale, produttori e atelier artistici di tessuti, passamanerie, arte statuaria, metalli, icone, vasi sacri, vetrate e mosaici che da vent?anni rafforzano la loro leadership sui mercati internazionali anche grazie alla rassegna vicentina. Diverse le imprese espositrici italiane che si sono distinte nel settore religioso e che hanno puntato all'export. E' il caso della Friul Mosaic, azienda con sede a San Martino al Tagliamento (Pordenone), scelta per la realizzazione dei mosaici della grande cupola del santuario Nacional Nossa Senhora de Conceiçao Aparecida di San Paolo, in Brasile.Oltre 2.000 mq di superficie da rivestire con mosaici in smalto e oro che interpreteranno le opere dell'artista brasiliano Claudio Pastro, coinvolgendo in maniera continuativa 8 persone tra mosaicisti, disegnatori e posatori. Il mosaico di Aparecida dovrà essere terminato entro il 2015 e comporterà un investimento di oltre 3.500.000 euro, comprensivi dell'acquisto diretto dei materiali (rigorosamente italiani, forniti dalla ditta Orsoni di Venezia) da parte del committente e della realizzazione e montaggio del mosaico da parte di Friul Mosaic."L'acquisizione brasiliana – spiega Barbara Bertoia, da tempo entrata nella conduzione aziendale della Friul Mosaic, assieme alla sorella Tiziana – è frutto di applicazione, determinazione e grande impegno da parte dell'azienda per mantenere costanti su ampia scala gli standard di eccellenza che la contraddistinguono. Il santuario della Aparecida rappresenta un?importante icona per tutto il Sud America cattolico e, grazie a noi, porterà il marchio 'Made in Italy' nella sua cupola". L'arte sacra italiana ha anche contribuito alla rinascita 'religiosa' di alcuni luoghi di culto anche nel belpaese. Intertecnica Arredamenti, azienda di Villavara di Bomporto (Modena) ha, infatti, presentato il progetto sviluppato per la piccola chiesa temporanea realizzata a seguito del crollo parziale della chiesa di San Bartolomeo a Villafranca di Medolla (Modena). Lo spunto è partito direttamente dall'azienda che ha contattato la Curia locale. "All'incontro con il parroco – ricorda Stefano Bardini, di Intertecnica – erano stati invitati anche 30 parrocchiani che si sono dimostrati tutti molto coinvolti. La chiesa, infatti, oltre ad essere luogo di culto è un punto di aggregazione molto importante per la comunità". I lavori iniziati a settembre 2012 si sono svolti in circa 50 giorni, in tempo per l'inaugurazione, scelta l'8 dicembre 2012 per festeggiare l'Immacolata. "Koinè – fa notare monsignore Giancarlo Santi, presidente del comitato scientifico Koinè Ricerca e presidente dell'Associazione musei ecclesiastici italiani – è riuscito a dare visibilità a un vasto e multiforme mondo produttivo di nicchia, dotato di tre caratteristiche del tutto peculiari. In primo luogo, è una realtà produttiva interamente autonoma e soggetta solo alle leggi di mercato, non canonizzata né soggetta alla Chiesa cattolica anche se molto vicina alla vita religiosa degli italiani". "In secondo luogo – continua – è molto diffusa e ben radicata in varie regioni italiane e nelle sue tradizioni artigianali e anche per questo è molto apprezzata nel mondo. Si era mantenuta, inoltre, quasi del tutto sommersa o molto defilata, estremamente parcellizzata e poco strutturata; un moderno pressoché sconosciuto dal punto di vista quantitativo. Una realtà – avverte monsignore Santi – oscillante tra il laboratorio artigianale e la piccola impresa, con un piede nella cultura pre-moderna e uno in quella moderna, non priva di intenzioni artistiche, della quale, per indizi, si conosceva l'esistenza ma che, nella sua globalità, non era nota al grande pubblico e non era in grado di riconoscersi. Questa realtà produttiva, grazie a Koinè, sta gradualmente emergendo e prendendo coscienza di sé".

Articlolo scritto da: Adnkronos