Home Nazionale Tamaro (Fapi), lavoriamo per sistema formazione sempre migliore

Tamaro (Fapi), lavoriamo per sistema formazione sempre migliore

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Roma, 19 nov. (Labitalia) -"Dall'indagine che abbiamo presentato al Congresso nazionale dei Giovani imprenditori della Confapi abbiamo avuto alcune conferme e rilevato anche alcune novità, tutti spunti che serviranno anche per orientare le attività del Fondo nel momento in cui emaneremo i bandi, nei prossimi mesi". Così Giorgio Tamaro, direttore generale di Fapi, fondo interprofessionale paritetico costituito da Confapi, Cgil, Cisl, e Uil, commenta con Labitalia i risultati dell'indagine presentata a Roma. "Ad esempio abbiamo avuto la conferma che la durata media del 70% delle azioni formative svolte nelle nostre imprese è in un range che va dalle 8 alle 24 ore: un dato che non ci stupisce visto che si tratta di piccole e medie imprese che possono impegnare nella formazione 1 o 2 persone alla volta". "Abbiamo anche constatato -aggiunge Tamaro- che il gradimento non va tanto alle classiche lezioni in aula, quanto piuttosto alle esercitazioni paratiche, al cosiddetto 'training on the job'. E questo sia che si tratti di formazione tecnica sia che si tratti di formazione amministrativa finanziaria, ossia sia per operai che per impiegati". Queste indagini servono, spiega Tamaro, perché "non vogliamo essere solo una sorta di bancomat della formazione, ma siamo invece pensando a migliorare tutto il sistema, attivando strumenti più finalizzati, anche con proposte quali quelle dei 'conti aggregati dei risparmi' dello 0,30%, dei 'tesoretti' da usare in maniera più qualificata". "Come Fapi siamo stati i primi a lavorare in sinergia con una Regione: è accaduto con la Lombardia. E ora stiamo riprendendo con forza il tema dell'integrazione delle attività dei Fondi paritetici con quelle delle Regioni. Si tratta di mettere in comune non solo i soldi, ma anche i piani integrativi di formazione, la vera sfida da vincere", avverte Tamaro. A dieci anni circa dal suo avvio operativo, a Fapi aderiscono 55 mila aziende che danno lavoro a circa 400.000 lavoratori. Ma più in generale ai Fondi, spiega, "aderisce circa il 60-65% della platea interessata, il che vuol dire che il restante 40% rimane all'Inps". Dopo un'iniziale fase di assestamento e proliferazione, ricorda Tamaro, "i Fondi si sono assestati e oggi sono circa 20".