Roma, 13 giu. (Labitalia) – "La riforma Fornero va rivista profondamente perché negli effetti ha tolto flessibilità in entrata senza aggiungerla in uscita con il risultato di irrigidire le relazioni industriali". Così il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, torna a invocare la modifica della riforma del mercato del lavoro, nel corso della tavola rotonda al congresso Cisl. "Credo che spazio e consapevolezza ci siano, oramai", aggiunge ricordando il "drammatico dato" della disoccupazione, sopratutto giovanile. "Un dato tragico quello dei giovani con cui rischiamo di perdere una, forse due, generazioni di giovani e non possiamo permettercelo, pena l'arretramento drammatico dei livelli sociali e civili del Paese. Per questo serve puntare ad una crescita forte e alla creazione consistente di posti di lavoro", spiega"Siamo tutti sulla stessa barca, è meglio che ci salviamo tutti", dice poi Squinzi parlando della crisi italiana. "Il declino del nostro paese viene da lontano: da 15 anni cresciamo un punto meno rispetto al resto dell'area Europa, che già cresce poco di suo", continua Squinzi."Il nostro declino -aggiunge poi il presidente di Confindustria- è iniziato circa 15 anni fa quando non è stato più messo al centro il lavoro: siamo d'accorso con le parti sociali, il lavoro è centrale. E' chiaro che ci sono poche risorse, ma tutte quelle disponibili devono andare al lavoro perché è l'unica possibilità per riprendere la crescita", ribadisce.