Milano, 7 mag. (Labitalia) – "Ci aspettiamo che questo governo affronti seriamente una revisione della riforma del mondo del lavoro". E' l'auspicio di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che, a margine di un evento al Politecnico di Milano, sottolinea che, come Confindustria, "già da tempo avevamo chiesto delle modifiche alla riforma Fornero". "La signora Fornero – spiega – ci aveva promesso che dopo un primo periodo di assestamento e prova sul campo avrebbe provveduto ad apportare dei cambiamenti, ma le varie vicende non hanno permesso questa revisione".A chi gli chiede quale dovesse essere il modello per la nuova riforma Squinzi precisa che "tutto dovrebbe essere finalizzato a creare nuovi posti di lavoro e anche a salvaguardare i meccanismi di sicurezza sociale che sembrano anche un po' in pericolo per la mancanza di fondi". E a chi gli chiede se fosse più importante intervenire in questo momento sulla tassazione del lavoro che su quella della casa, risponde: "Assolutamente sì". "Si tratta di vedere bene le cifre: secondo me – aggiunge – la priorità in questo momento è il lavoro e ritrovare la crescita". Squinzi ricorda, poi, la proposta di Confindustria di ridurre la tassazione sul lavoro del 9% "attraverso la neutralizzazione del costo del lavoro dal calcolo degli imponibili Irap". "E' un provvedimento – spiega – che deve essere adottato e che comunque avrebbe come risultato complessivo quello di ridurre del 9% il costo del lavoro". "I fatti di cronaca che abbiamo sentito in questi giorni sono legati non solo alla disoccupazione giovanile ma anche a quella di età avanzata, quindi questo è un problema sociale serio del paese su cui dobbiamo impegnarci per ritrovare la crescita", dice poi. Secondo Squinzi, quello della disoccupazione "è un problema europeo". Riferendo di essere rientrato dagli Stati Uniti ieri, il presidente degli industriali sottolinea che "i dati che arrivano da lì sono molto positivi e confermano che l'economia americana è ripartita". "In Europa – rimarca – per il momento questo ci manca ma dobbiamo tutti impegnarci perchè succeda anche qui". Squinzi si dice convinto che "la decrescita felice dal mio punto di vista non esiste e non può esistere. Bisogna costruire sviluppo e non distruggere lavoro e occupazione. Solo puntando su prodotti e processi innovativi si può essere competitivi".
Articlolo scritto da: Adnkronos