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Slc Cgil: condizioni lavoro inaccettabili per traduttori editoriali

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Roma, 6 dic. (Labitalia) – "Il nostro Paese non riconosce il valore della conoscenza e condanna intere generazioni e professionisti a lavorare in condizioni inaccettabili. Così si impoverisce il mondo dell'editoria italiana e si allontanano saperi, competenze e capacità". Così Massimo Cestaro, segretario generale della Slc Cgil, ha commentato i dati della ricerca 'Dalla parte dei traduttori', voluta da Slc Cgil e realizzata dall'Ires Emilia Romagna, e presentata oggi a Roma.Secondo la ricerca, tra l'altro, il 55,5% dei traduttori editoriali ha un'età compresa tra 25 e 39 anni e la maggior parte di loro guadagna meno di 15 mila euro (59,3% ). Per poter sopravvivere, il 54,8% dei traduttori dichiara di svolgere almeno un altro lavoro. "Queste nostre condizioni -sostiene Daniele Petruccioli, della segreteria nazionale di Strade (Sindacato traduttori editoriali)- ci hanno spinto, nonostante lavoriamo in solitudine e in tanti luoghi diversi, a organizzarci in un soggetto collettivo. Per noi questo è un risultato importante che dimostra il forte bisogno di riconoscimento professionale ed economico". "L'amore per il proprio lavoro -afferma Elena Lattuada, segretaria confederale Cgil- può diventare una spinta per cambiarne le condizioni. A questa spinta -conclude- noi dobbiamo rispondere includendo nella nostra azione sindacale e contrattuale anche le realtà professionali meno tutelate e riconosciute come i traduttori per garantire loro un sistema universale di tutele sociali".