Milano, 31 ott. (Labitalia) – Grande soddisfazione da parte dei sindacati per la piena riuscita dello sciopero dei pubblici esercizi. Un imponente corteo ha percorso le vie del centro di Milano fino alla sede della Confcommercio di Milano, in corso Venezia, dove si è tenuto il comizio conclusivo. A Roma più di mille persone hanno tenuto un presidio in piazza Gioacchino Belli dove hanno preso la parola delegati delle mense, della ristorazione autostradale, e degli alberghi."La mobilitazione -si legge in una nota Filcams Cgil- indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, aveva come obiettivi la difesa del contratto nazionale del turismo, messo a rischio dagli atteggiamenti irresponsabili delle associazioni di categoria Fipe e Angem, che lo hanno disdettato, e la richiesta di riapertura di un negoziato vero che non miri solamente a ridurre salari e tutele per lavoratori, ma percorra la strada di ricercare, pur in tempi di crisi, soluzioni condivise da tutte le parti"."L'adesione nelle grandi imprese (Autogrill, Mc Donald's, Elior, Camst, Cir Food, Dussman, Sodexo, Airest) – fa notare – è stata alta nonostante alcune imprese abbiano messo in campo ogni mezzo per disincentivare la partecipazione degli addetti, talora rasentando comportamenti ai limiti della condotta antisindacale. Tante le mense aziendali e scolastiche chiuse (Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna, Lombardia, Marche, Lazio, Abruzzo)". "La grande partecipazione di oggi – fa notare la Filcams Cgil nazionale – è la miglior risposta all'escalation di arroganza e irresponsabilità delle controparti che di fronte all'impossibilità di ottenere ciò che volevano, hanno pensato bene di disdettare il contratto. Questo sciopero non sarà di certo l'ultimo. La mobilitazione però rientrerà in una strategia più ampia di contrasto a questa deriva inaccettabile, che vedrà chiamare in causa Confcommercio, spettatrice colpevole e inerte di quanto sta accadendo, e le istituzioni a partite dal ministero del Turismo. Expo2015 è alle porte: davvero si pensa di poter affrontare questo appuntamento centrale per il rilancio dell'economia del paese senza regole contrattuali certe, a partire da quelle che normano i cambi di appalto?"."Le mobilitazioni unitarie – hanno commentato il segretario generale aggiunto e il segretario nazionale della Fisascat, Giovanni Pirulli e Vincenzo Dell'Orefice – sono riuscite nonostante tutti i tentativi datoriali di soffocare la protesta. Auspichiamo che si torni al più presto a confrontarsi sui temi del rinnovo contrattuale nell'interesse dei lavoratori e delle stesse imprese del settore"."Non c'è alternativa – ha affermato il segretario generale Fisascat, Pierangelo Raineri – al negoziato contrattuale. Questo comparto della ristorazione italiana, che da sempre è apprezzata da milioni di turisti di tutto il mondo, non può rinunciare ad un percorso fino ad oggi condiviso che ha consentito non solo di garantire diritti e tutele ai lavoratori ma anche di riqualificare il settore attraverso la bilateralità che, ricordiamo, interviene anche attraverso percorsi di aggiornamento professionale traducendosi con un aumento della qualità, e dunque della competitività, del servizio reso ai turisti. Le iniziative di oggi sono finalizzate alla ripresa del confronto. Occorre ripristinare il tavolo negoziale e restituire alle lavoratrici e ai lavoratori la dignità che meritano".