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Sindacati bocciano Capaldo, proposta senza prospettiva

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Roma, 26 apr. (Labitalia) – Una proposta senza prospettiva, un po' avventurosa, che non costruisce le condizioni affinché il lavoro ci sia, e che farebbe un danno serio non solo ai lavoratori ma a tutto il Paese. E' questo, in sintesi, il giudizio formulato da Cgil, Cisl e Uil sulla proposta anti-disoccupazione a cui sta lavorando la Fondazione nuovo millennio, che fa capo a Pellegrino Capaldo. Il modo per far ripartire il mercato del lavoro, già c'è, dicono a una sola voce Cgil, Cisl e Uil: si chiama apprendistato, si riparta da lì. "Altre soluzioni non farebbero l'interesse del Paese e riaprirebbero uno scontro sui licenziamenti", sintetizzano. "Se la soluzione – dice il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy- è non pagare le persone, non mi sembra una prospettiva seria per due motivi: per i danni alle persone che non avranno sostanzialmente un futuro pensionistico, con un reddito che prescinde dalla professionalità; e per i danni che farebbe al sistema perché si avranno nel tempo una quantità di lavoratori a basso reddito in una fase in cui il problema è il basso consumo". Ad ammonire sul rischio di "avventurarsi verso inedite quanto rischiose nuove tipologie contrattuali" e di "riaprire una discussione sulle modifiche all'articolo 18", anche la Cisl, che pure è sempre stata "favorevole a forme di flessibilità in ingresso". "Esiste già nel nostro ordinamento una tipologia contrattuale fortemente agevolata per il lavoro dei giovani: è l'apprendistato, sul quale si deve ragionare per renderlo più appetibile", spiega il segretario confederale Cisl, Luigi Sbarra. La Cisl inoltre, prosegue Sbarra, è contraria "a nuove tipologie di lavoro che si muovono peraltro fuori del perimetro delle tutele individuali e collettive, anche perché in questo momento la priorità è la crescita senza la quale nessuna agevolazione convincerà le aziende ad assumere". No deciso anche da parte Cgil. "Abbiamo bisogno di costruire le condizioni affinché il lavoro ci sia e non mi pare che questa proposta lo faccia", dice il segretario confederale Elena Lattuada, che ricorda come di forme di precarietà il sistema del lavoro italiano ne preveda già oltre 20. "E nonostante questo – aggiunge- mi pare che la disoccupazione non ne abbia risentito. Il che dimostra anche come il lavoro non si crea riducendo i diritti".Anche la Cgil, dunque, guarda piuttosto all'apprendistato come a una forma che "valorizza le competenze con un costo per le imprese approcciabile". La proposta della Fondazione Nuovo Millennio, invece, conclude, "mi pare che consideri il lavoro come una cosa 'usa e getta' non valorizzando le competenze e creando disparità sul luogo del lavoro".