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Simoncini, primi contenuti piano lavoro Renzi in direzione giusta

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Firenze, 30 dic. (Labitalia) – "Mi sembra che i primi contenuti del piano per il lavoro del Pd vadano nella direzione giusta". E' il giudizio di Gianfranco Simoncini, assessore alle Attività produttive, lavoro e formazione della Regione Toscana nonchè coordinatore del settore lavoro di tutti gli assessori regionali d'Italia. "Costruire un sistema di garanzie sul lavoro e per il lavoro che valga per tutti", "semplificare per rendere più fluida, utilizzabile e meno aggirabile la normativa sul lavoro, facilitando la vita alle imprese e più certi i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici", "un'unica tipologia contrattuale che permetta di verificare nella fase di avvio competenze e merito dei lavoratori ma che nasca immediatamente a tempo indeterminato", "politiche attive orientate alla ricollocazione e sostenute da forme certe di sostegno al reddito", sono, dice Simoncini, "scelte importanti, che per certi versi la Regione Toscana ha cercato di anticipare in questi anni e sulle quali stiamo lavorando anche in queste settimane"."Penso alla scelta di tutelare, con la cassa integrazione in deroga, una parte importante del mondo del lavoro precario sprovvisto di tutele, prevedendo ad esempio che lavoratori in somministrazione, apprendisti potessero per la prima volta essere coperti dall'ammortizzatore invece di essere licenziati alla prima difficoltà dell'azienda", sottolinea l'assessore, ricordando che la Toscana è stata la "prima regione italiana a legiferare sui tirocini, superando lo scempio che li vedeva utilizzati come forma di sfruttamento e non come ponte formativo verso il lavoro". "Anche la creazione della dote per l'assunzione dei lavoratori espulsi dal lavoro con il mix tra incentivi, voucher formativo, abbattimento Irap mi sembra vada nella direzione indicata da piano lavoro. Per non parlare di GiovaniSi e di tutte le misura contenute nel progetto", dice Simoncini. E "grandi affinità tra le nuove proposte del segretario del Pd e il nostro lavoro", osserva l'assessore, ci sono anche con la "proposta di riforma della formazione professionale di cui abbiamo iniziato a discutere in Consiglio regionale e con l'avvio del dibattito per la costituzione dell'Agenzia regionale per il lavoro che ricomponga in uno i servizi per il lavoro oggi organizzati nelle dieci province".Il coordinatori degli assessori regionali al Lavoro lancia poi "una raccomandazione e due avvertenze per il percorso del piano per il lavoro". "La raccomandazione -spiega- è che si segua per il lavoro il metodo che si lancia per la scuola, dove più volte a Renzi ha affermato che va sentito il paese, valorizzato il contributo dei 5.000 assessori alla scuola del Pd. Anche per il lavoro si coinvolga il paese reale, le esperienze in campo. In tempi brevissimi, perché la crisi lo impone, ma lo si faccia". "Le avvertenze: mentre si disegna il piano -sostiene Simoncini- non ci si dimentichi la drammaticità dei casi di questi giorni. In particolare, c'è una vicenda ammortizzatori in deroga che grida vendetta. Primo perché le proposte del governo vanno nella direzione contraria al piano del Pd riducendo le tutele proprio a coloro a cui si erano estese: appunto i giovani e i precari. Secondo perché ci sono decine di migliaia di lavoratori messi in cassa integrazione per diverse settimane o qualche mese che non hanno nessuna certezza di ricevere l'indennità per l'insufficienza delle somme stanziate dallo stato. E' una situazione che la sinistra non può tollerare". La seconda avvertenza lanciata da Simoncini è: "Ricordiamoci che non sono le norme del mercato del lavoro che creano l'occupazione. Sono importanti, possono favorire maggiore fluidità, favorire insediamenti sui territori"."Ma se non riparte il motore della domanda interna, se non si riducono i gravi limiti per la competitività internazionale del nostro sistema (energia, pressione fiscale, politiche industriali,efficenza della P.a.) -avverte l'assessore toscano- sarà ben difficile creare nuovo lavoro e attrarre nuovi investitori in Italia. Al piano per il lavoro dobbiamo allora accompagnare il piano per lo sviluppo se vogliamo evitare il rischio di trovarci a dividere il lavoro che c'è e invece riuscire come si propone il Pd a determinare nuova buona occupazione nel nostro paese".